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Pistoia

Cinquanta profughi volontari per piccoli lavori di manutenzione

Cinquanta profughi volontari per piccoli lavori di manutenzione

In fase di preparazione una convenzione tra Comune di San Marcello, associazioni e cooperative che gestiscono l’accoglienza per formare i richiedenti asilo e utilizzarli grazie ai fondi regionali

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SAN MARCELLO. La Cooperativa "Gli Altri" punta sulle case in affitto e non più su strutture ricettive per dare ospitalità ai profughi sulla Montagna pistoiese. E in una situazione i cui il loro numero sembra essersi ormai assestato, 49 degli attuali ospiti saranno impiegati per la manutenzione del territorio di San Marcello.

Si tratta dei richiedenti asilo gestiti dalle cooperative "Gli Altri" e "Arkè" che si sono resi disponibili per portare avanti il progetto che vede come attori di una convenzione l'amministrazione comunale guidata da Silvia Maria Cormio, le stesse cooperative ed anche alcune associazioni di volontariato. Questo anche in virtù del fatto che la Regione Toscana, da circa due mesi, ha pubblicato un bando che prevede l'assegnazione di 100 euro a profugo per l'acquisto di materiale e per la formazione sulla sicurezza.

L’impiego dei profughi è visto come una risorsa che consentirà di svolgere lavori di manutenzione improrogabili ma che altrimenti resterebbero ancora al palo.

«Stiamo lavorando – spiega il sindaco Cormio – per portare avanti un progetto di questo tipo, in collaborazione con le associazioni e le cooperative che gestiscono i profughi, per arrivare alla redazione di una convenzione che ci permetterà di impiegarli in lavori di manutenzione dove necessario sull'intero territorio comunale. Come esempio mi viene in mente l'area del Ponte Sospeso, a Mammiamo».

«In questi giorni – spiega il vicepresidente della Cooperativa "Gli Altri", Roberto Niccolai – stiamo appunto cercando di mettere a punto la convenzione che permetterà di partire con questo progetto. Il Comune di San Marcello ha anche nel dettaglio la mappa degli interventi da fare. Naturalmente non possiamo obbligare i richiedenti asilo a lavorare in questo senso e coloro che hanno aderito in forma volontaria sono in totale 49. Tutto questo anche in virtù del fatto che la Regione di recente, ha emesso un bando che prevede un investimento di 100 euro a profugo impiegato in questo tipo di servizi, per essere dotato di indumenti, attrezzi e formazione sulla sicurezza. E poi dobbiamo attivare le relative assicurazioni».

Poi Niccolai fa il punto sui profughi gestiti dalla sua cooperativa. «Attualmente sono 10 a Campo Tizzoro in un’unica abitazione, 10 a Mammiano, divisi in due abitazioni (3+7), 14 a Piano Sinatico, in tre appartamenti, e altrettanti a Prunetta, in due appartamenti. Poi ci sono quelli a Lizzano, circa 35, della Cooperativa Arkè. Adesso stiamo preferendo case in affitto, invece che alberghi, perché in questo modo riescono ad emanciparsi meglio dovendo gestire la propria vita quotidiana. Inoltre – conclude Niccolai – non credo che sulla montagna pistoiese il numero dei profughi tenderà a salire».

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