Il Tirreno

Pistoia

Rifiuti e amianto nell’ex carrozzeria

Rifiuti e amianto nell’ex carrozzeria

La protesta dei residenti della zona di via Erbosa, alle prese anche con un fosso che causa allagamenti non appena piove

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PISTOIA. Una discarica a cielo aperto, vicino alla città, nascosta agli occhi dei passanti dalla vegetazione che la ricopre quasi totalmente. E dagli alberi caduti più di un anno fa, durante la tempesta di vento del marzo 2015. Si tratta dell’ex carrozzeria Biagini, chiusa ormai dai lontani anni Ottanta, che si trova all’inizio di una piccola traversa di via Erbosa, nella zona della Vergine.

Lì c’è di tutto: un motorino presumibilmente rubato, un televisore, un computer, pneumatici, grandi contenitori di oli e vernici, scartoffie varie. Oltretutto, in una struttura più piccola, accanto all'ex carrozzeria, i pannelli divisori sono in amianto e la copertura in eternit. Non solo: la fossa dove confluisce l'acqua piovana è quasi completamente ostruita, e appena piove un po' si allaga tutto intorno.

A segnalare la questione in consiglio comunale è stato Maurizio Giorgi, portavoce del Movimento 5 Stelle, dando voce alle lamentele degli abitanti della zona. Nessuna risposta concreta però. «Ho anche chiamato Polizia municipale e Vigili del fuoco per una loro valutazione – spiega – Questa zona è così da un tempo indefinito e potrebbe costituire pericolo per l'incolumità di ragazzi e persone che passano di qui. Inoltre si potrebbe parlare dell’inquinamento ambientale e del pericolo di incendi».

Giorgi è stato inizialmente interpellato da alcuni cittadini per un fosso che si trova sotto via Vecchia Pratese, in mezzo ai campi, e che interessa un progetto comunale sul collettore fognario: in base al progetto, infatti, dovrebbe essere realizzato un attraversamento della ferrovia per portare il collettore fognario dalla zona di Sant'Agostino al Dano, allo scopo di mettere in sicurezza da eventuali allagamenti la parte arginale di Ombrone e Brana. Publiacqua ha però risposto in maniera negativa sostenendo la non utilizzabilità del cunicolo. Tuttavia là c'è già un grosso tubo (di Publiacqua?) che passa in mezzo all’acqua maleodorante e di colore grigio.

«Il cunicolo è libero per circa un metro, dall'altro lato è occluso, e quando piove si allaga tutto – spiega Giorgi – Il fatto è che dietro al progetto di Publiacqua nessuno ha parlato di bonifica. Ci sono 30 discariche sul territorio pistoiese, tra abusive e dismesse, che avrebbero dovuto essere già bonificate in base ad una legge del '98».

Insomma, da una questione ne sono venute fuori subito altre. «L’ex proprietario della carrozzeria, negli anni Ottanta ha affittato lo stabilimento alla lavanderia Bellucci per una decina d'anni – racconta Guido Pasquetti, che abita nelle vicinanze – Poi è iniziato l'esproprio, nel 1993, e da allora la zona è così. Una vergogna, tra amianto e fosso ostruito. Il Comune deve ancora pagare a 3 famiglie limitrofe la bellezza di 12 milioni di euro dopo aver perso vari ricorsi, l'ultimo in Cassazione».

«La notte qui c'è di tutto: prostitute, malviventi, ladri che hanno fatto della carrozzeria un deposito – dice Marcello Capecchi, altro residente – Sono 26 anni che l'area è in questa condizioni. Noi intanto paghiamo le tasse. Ma il Comune, che dovrebbe dare l'esempio, cosa fa? Vogliamo che almeno qualcuno venga a ripristinare gli scoli delle fosse».

Alessandra Tuci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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