Sicurezza
Officine abusive, aumentano i rischi per gli automobilisti
PISTOIA. Le officine auto aderenti alla Confartifgianato lanciano l'allarme contro la crescente - dicono - concorrenza sleale degli operatori abusivi, che in questo settore «ha raggiunto livelli non...
PISTOIA. Le officine auto aderenti alla Confartifgianato lanciano l'allarme contro la crescente - dicono - concorrenza sleale degli operatori abusivi, che in questo settore «ha raggiunto livelli non più tollerabili», come si legge in una nota dell'associazione. Per questo, le imprese lanciano un invito: facciamo fronte comune per combattere questa piaga che sta causando danni non solo economici, e alimenta un mercato fuori dalle regole e assolutamente fuori controllo.
L'allarme lo lanciano Tiziano Nesti e Moreno Corilli, presidente e vicepresidente del settore autoriparatori di Confartigianato imprese Pistoia. «Chiediamo controlli tecnici a tappeto in tutte le aziende – annuncia Nesti – per verificare che si rispettino le regole, e facciamo un appello ai negozi di autoforniture per una maggiore attenzione nella vendita dei prodotti destinati alla sicurezza dei mezzi».
Secondo Confartigianato, le cause che hanno portato alla diffusione dell'abusivismo sono diverse. «La crisi economica - si legge - ha generato un mercato parallelo, alimentato spesso da ex dipendenti di aziende che hanno chiuso o ridimensionato il personale; poi c'è l'altro mercato parallelo, quello attivato da cittadini extracomunitari. Ma c'è anche un mercato più subdolo, quello che viene svolto in ambienti assolutamente insospettabili, sotto l'ombrello pubblico. In genere, attività in nero rese possibili soprattutto per la facilità con la quale si possono reperire i mezzi di ricambio, sia nei negozi di autoforniture che tramite internet. Interventi a costi inferiori, senza dubbio, ma con quali garanzie formali? Con quali garanzie in caso di cattiva qualità dell'intervento?».
«Basterebbe creare – propone Corilli – percorsi diversi, ad esempio separando lo scontrino dalla fattura e applicando lo sconto sulle fatture. Ci sono negozi che hanno realizzato addirittura ingressi diversi tra clienti professionali e gli altri. Piccole cose che darebbero un contributo ad abbassare la soglia dell'abusivismo».
«Sia chiaro – ammette Nesti – l'abusivismo c'è sempre stato, ci sono sempre stati coloro che riparavano le auto e le moto dopo l'orario di lavoro, a casa loro. Ma adesso si sono raggiunti livelli intollerabili, occorre intervenire facendo fronte comune, perché questa situazione danneggia tutti. E tutti, prima o poi, ne pagheranno le conseguenze. Perdendo di vista l'obiettivo finale: la sicurezza degli automobilisti».
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