Il Tirreno

Pistoia

Controlli della Digos alla moschea di Sant’Agostino

PISTOIA. Alla preghiera del venerdì sono sempre più di un centinaio i “fratelli musulmani” che entrano ed escono dalla moschea di via Quasimodo. Chi in Sant’Agostino abita e lavora li vede...

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PISTOIA. Alla preghiera del venerdì sono sempre più di un centinaio i “fratelli musulmani” che entrano ed escono dalla moschea di via Quasimodo.

Chi in Sant’Agostino abita e lavora li vede transitare per via Fermi a piccoli gruppi: ci sono magrebini, pakistani, egiziani, marocchini. Alcuni vestiti all’occidentale, altri con lunghe vesti, turbante e barba fluente.

Ieri pomeriggio non è passata inosservata la presenza di pattuglie della polizia in via Fermi e via Quasimodo. Presenza che si inserisce, conferma la questura, in un’attività di potenziamento dei controlli sulla realtà islamica a Pistoia. Le attività di controllo sono coordinate dalla Digos, diretta dal vicequestore Luigi Larotonda.

Dopo gli ultimi attentati di Parigi e Bruxelles le operazioni di monitoraggio e verifica dei musulmani trasferitisi in provincia si fanno più serrate. Anche alla luce del fatto che sta cambiando la composizione della realtà islamica, e nuovi arrivi sono segnalati dal Maghreb, dal Pakistan, dalla Costa d’Avorio.

I controlli sui frequentatori della moschea sono stati eseguiti prima e dopo la preghiera del venerdì, che richiama in via Quasimodo più di un centinaio di persone. (t.g.)

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