Gioco
The Flexx, dopo lo stop del 2004 non hanno più smesso di correre
PISTOIA. L’anno della svolta, per Axel Kaiser e la sua “The Flexx”, è stato il 2004, quando l’azienda americana per cui produceva scarpe li ha improvvisamente lasciati a piedi, interrompendo gli...
PISTOIA. L’anno della svolta, per Axel Kaiser e la sua “The Flexx”, è stato il 2004, quando l’azienda americana per cui produceva scarpe li ha improvvisamente lasciati a piedi, interrompendo gli affari. Verticale il crollo del giro di affari, in poco più di un mese i lavoratori sono scesi da 31 a 14. Ma lui, l’imprenditore tedesco, ultimo rampollo della più antica famiglia di scarpai teutonici, non si è dato per vinto ed ha scelto di rischiare tutto con un suo marchio e una sua linea di calzature. Da allora, The Flexx non ha mai smesso di crescere. Oggi The Flexx, stabilimento principale in via dello Scannerino, dà lavoro a 62 persone, ha un giro di affari di 50 milioni l’anno, esporta il 90% della produzione in tutto il mondo. Un piccolo impero di cui pochissimi conoscono l’esistenza, visto che Kaiser e i suoi finora hanno speso ben poco per promozione e pubblicità. La sponsorizzazione della Giorgio Tesi Group, per il momento, è una felice eccezione.
Ieri Axel Kaiser e alcuni collaboratori, tra cui il consulente Guido Toninelli, era in prima fila a Palazzo dei Vescovi, per ritirare uno dei dieci riconoscimenti che la Cassa di risparmio di Pistoia e Lucchesia ha consegnato ad altrettante “Eccellenze”.
«L’azienda – ricorda ora Axel Kaiser – era nata per fare collezioni. La mia famiglia è tedesca, i più antichi fabbricanti di scarpie della Germania. Venimmo in Italia alla fine degli anni Settanta. Nel 1999 nacque la società attuale, che allora si occupava di fare collezioni. Nel 2004 decidemmo di riposizionarci e abbiamo creato un nostro marchio».
Da allora le cose sono andate a gonfie vele. Qual è il vostro segreto? «Io sono focalizzato sulla produzione – risponde Kaiser – lui (indica Toninelli, ndr) ha capacità di visione e strategia. Tra i due io sono quello più creativo, comunque il segreto è l’equilibrio».
«I saliscendi del rublo o i mercati del Far East non li puoi presidiare solo con l’attenzione al prodotto» conferma Toninelli.
Intanto The Flexx continua a progettare il futuro: la prossima frontiera è quella dei negozi monomarca. Tanti, in tutto il mondo.(f.cl.)
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