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La proposta: «Indaghiamo sulle gravidanze attorno all’inceneritore di Montale»

La proposta: «Indaghiamo sulle gravidanze attorno all’inceneritore di Montale»

Carla Breschi, medico e consigliera comunale Pd: si potrebbe fare in poco tempo mentre la ricerca epidemiologica dell’Asl manca ancora di dati fondamentali

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PISTOIA. Studiare gli esiti delle gravidanze negli ultimi dieci anni, cercando di mettere in rilievo l’andamento nei comuni di Agliana, Montale, Montemurlo e Quarrata, quelli cioè esposti all’inquinamento atmosferico prodotto dall’inceneritore Cis di Montale. È la proposta formulata da Carla Breschi, consigliera comunale Pd, medico ospedaliero di professione e “medico fiduciario” del Comitato di Montale-Agliana contro l’inceneritore. Breschi ne ha parlato in una comunicazione nel consiglio comunale di lunedì 21 marzo.

Il vantaggio di uno studio del genere sarebbe quello di basarsi su documenti tutti già esistenti, quindi potrebbe essere realizzato e concluso entro breve tempo. «Anche l’Istituto per la prevenzione oncologica (in sigla Ispo, ndr) consiglia di farlo» ha sottolineato Breschi.

In questo modo si potrebbe almeno parzialmente porre rimedio alle lungaggini di cui è prigioniera l’indagine epidemiologica eseguita dall’Asl sull’incidenza delle malattie neoplastiche nelle zone di ricaduta delle emissioni dell’inceneritore. Breschi ha spiegato che, come medico di fiducia del Comitato, ha seguito passo passo l’indagine, che punta la sua attenzione in particolare su due malattie “sentinella”, cioé con una incidenza particolarmente sensibile alla presenza di inquinanti atmosferici legati all’incenerimento. Le due patologie sono i sarcomi e i linfomi “non Hodgkin”.

Molti dati sono stati raccolti e per il momento non si registrano incrementi significativi della mortalità nei comuni di Agliana e Montale rispetto a quelli di confronto (Quarrata e Serravalle). Ma – ha sottolineato Breschi – per poter essere davvero utile l’indagine manca ancora di due passaggi fondamentali: un modello di diffusione delle emissioni dell’inceneritore, che permetta cioè di valutare quali zone vengono più sottoposte alle sostanze prodotte dall’impianto e quali meno; e poi un’accurata georeferenziazione dei dati raccolti, che consenta di situare ciascun paziente sulla mappa della provincia. Un lavoro complesso, che è stato assicurato verrà completato. Ma che intanto potrebbe essere utilmente integrato dall’indagine sugli esiti delle gravidanze.

Prendendo spunto da tale comunicazione, il consigliere Giorgi del Movimento 5 Stelle ha chiesto aggiornamenti sull'operato dell'Osservatorio sul vivaismo relativamente all'uso di fitofarmaci.

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