Il dolore
Agresti: picchiato coi simboli della pace
L’inviato delle Iene originario di Quarrata racconta l’aggressione subita a Carrara: «Sembrava un combattimento di polli»
CARRARA. Sono simboli della pace, i ramoscelli di olivo che la signora Nagah vendeva alla fiera di San Giuseppe. Lei, però li ha usati come armi improprie per menare Andrea Agresti, inviato delle Iene. Insulti e colpi, sferzate di olivo e schiaffi, in uno show da Iene, appunto, andato in scena live nel pomeriggio di sabato 19 marzo tra i banchi della fiera di San Giuseppe e seguito (oltre che filmato e fotografato) da decine e decine di persone. «Sembrava di essere in una arena di combattimenti tra galli. La signora che mi colpiva, io che indietreggiavo ma con ben pochi spazi di manovra, circondato da una piccola folla di gente, tutti con un telefonino in mano», racconta Andrea Agresti, l’inviato delle Iene originario di Quarrata (è nato a Valenzatico).
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«Lei mi insultava: sei uno str... un pezzo di m., vaffa... e poi giù colpi. Schiaffi, graffi, ho ancora i segni sul collo; colpi con quei rami di olivo che a un certo punto ha impugnato all’incontrario, picchiandomi con una specie di manico di legno». E la gente intorno? «Si godeva lo spettacolo, nessuno è intervenuto, ma comunque la situazione è sempre rimasta sotto controllo e il “pubblico” parteggiava per me».
Poi, l’intervento di due agenti della polizia municipale che hanno cercato di calmare la signora e hanno accompagnato Agresti alla postazione della Croce bianca. Qui i medici hanno deciso che era bene fare visitare il giornalista al pronto soccorso. Dove il medico di turno gli ha fatto un referto da 21 giorni. Quanto basta perché l’autorità giudiziaria possa procedere d’ufficio per accertare un eventuale reato di lesioni.
Ma perché la donna si è scagliata contro Agresti? La signora Nagah “gliele aveva promesse”, al termine di un servizio delle Iene intitolato “Truffati sognando l’Italia”, in cui già c’era stato un vivace faccia a faccia. Sintetizziamo: il servizio raccontava di come alcuni egiziani fossero stati indotti dalla Nagah, anche lei egiziana, a pagare 6mila euro ciascuno per ottenere l’ingresso in Italia e l’assunzione presso l’impresa che la signora diceva di avere. Loro pagarono, ma quei soldi, in tranche da 999 euro ciascuna pagati tramite Western Union, rimasero nelle mani della donna e di suoi parenti, mentre le pratiche per il permesso di soggiorno venivano respinte. Agresti andò a chiedere conto alla donna del suo (presunto) imbroglio in una puntata che andò in onda nel novembre scorso, girata alla stazione di Massa. La scena finì con una mezza promessa da parte della donna di restituire i soldi ma anche con la mezza promessa di menare il conduttore. Cosa che puntualmente è successa. Quando, venerdì pomeriggio, 12 marzo, dopo lunghe ricerche, Agresti ha rintracciato Nagah e ha provato a chiedergli i soldi, lei è scattata e lo ha aggredito.
«Denunciarla? No, non lo farò, non è nel mio stile e non è nel dna delle Iene. Però se questa signora venisse punita per la truffa che ha fatto sui sogni di povera gente, beh, non mi dispiacerebbe», dice Agresti.
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