Gioco
Piastre, l’orologiaio del campanile si candida per Pistoia
Andrea Begliomini riceverà a giorni il premio “Il Rampino” «Ho un sogno: far funzionare l’orologio in piazza Duomo»
LE PIASTRE. Quando l'orologio del campanile non batte l'ora precisa o è fermo, qualcuno va a casa di Andrea Begliomini chiedendogli se tutto va bene, oppure se ha l'influenza. Un impiccio ci deve essere, visto che da una quarantina d'anni giornalmente si preoccupa che l'orologio non perda un colpo.
Siamo a Le Piastre, sulla montagna pistoiese nel Comune di Pistoia. Il paese dei bugiardi, ma questa è una storia vera, anche se ha del curioso. E forse solo a Le Piastre poteva succedere. Andrea Begliomini, 67 anni, sposato, con due figlie e ormai in pensione, è da circa 40 anni che si assume la "responsabilità" di far funzionare l'orologio del campanile della chiesa di Sant'Ilario. Non c'è giorno che Andrea non salga quelle tre rampe di scale, alquanto posticce, che lo portano in cima al campanile a vedere che tutto sia perfetto. Ormai per i paesani è come fosse il "cardiologo dell'orologio".
Una vera passione quella di Andrea Begliomini che si candiderà anche per far funzionare l'orologio del Duomo di Pistoia. «Da casa mia - ci spiega - sento se l'orologio si muove bene o è successo qualcosa. Prendo le chiavi, salgo fino in cima, rimetto a posto e torno a casa». La cosa curiosa è che nessuno gli ha mai commissionato questa mansione. E poi bisogna anche intendersene perché il meccanismo che fa muovere le lancette, seppur con qualche accorgimento moderno, sfrutta ancora il sistema meccanico a carica, con tanto di corde e pesi che fanno girare la lancetta delle ore e quella dei minuti. «Prima di me se ne occupava mio padre Alberto (per tutti Bertino, ndr). Saliva in cima al campanile tutte le sere per rendergli la carica. Dopo di lui mio cugino Vinicio, ma lo fece per poco tempo». Da allora, grosso modo a memoria, inizio anni Ottanta, Andrea Begliomini, senza nemmeno rendersene conto si ritrovò le chiavi in tasca e da allora le custodisce con scrupolo, perché aprono la porta che conduce al suo orologio. «Con il tempo è stato installato qualche meccanismo più moderno, ma s è un sistema molto delicato e c'è sempre da salire ogni giorno per manutenere qualche particolare». Lui stesso ha rifatto completamente nuovi dei particolari per il corretto funzionamento. Tanti anni fa, una volta al mese, passava la signora Elena tra le famiglie delle Piastre a questuare poche monete per chi si occupava di far funzionare l'orologio del campanile. Ma in questi ultimi 40 anni la tradizione è scomparsa e Andrea Begliomini lo fa solo per passione. Un aneddoto? «Una volta ero in cima al campanile -ci spiega - e avevo la luce accesa. Qualcuno della parrocchia se ne accorse e la spense lasciandomi al buio. Perciò cominciai a dare colpi per farmi sentire e credendo che fossi un fantasma se la dettero a gambe levate». Poi torna ai giorni nostri. «So che stanno cercando qualcuno - dice - per far funzionate l'orologio del Duomo di Pistoia, Sarebbe un grande impegno ma penso di candidarmi, perché per me è una grande soddisfazione». A questo punto una domanda. Ma quando Andrea Begliomini non potrà più occuparsene? «A volte ci penso, e spero che qualche giovane si faccia avanti». Il paese delle Piastre gli vuole dare un riconoscimento. E lo farà il prossimo 3 aprile durante lo svolgimento della festa dei ghiacciaioli. "Il ghiacciaiolo" andrà a Paride Milianti, storico sciatore abetonese, mentre ad Andrea Begliomini il "Rampino".
Carlo Bardini
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