Gioco
Molestie in aula, ministero citato in giudizio
Dovrà risarcire in caso di condanna del professore accusato di violenza sessuale e maltrattamenti
PISTOIA. In caso di condanna, sarà il Ministero dell’istruzione a doveer risarcire i danni morali e non alle vittime, in solido con l’imputato. Il tribunale collegiale ha infatti accolto la richiesta avanzata dall’avvocato delle parti civili, Pamela Bonaiuti, di citare in giudizio il dicastero romano in qualità di responsabile civile. Il processo che si è aperto ieri mattina è quello che vede sul banco degli imputati un ex professore del Liceo artistico di Pistoia, accusato di violenza sessuale, maltrattamenti su minori e abuso dei mezzi di correzione.
Una volta un seno sfiorato con la mano, un’altra una pacca sul sedere, oppure degli intensi abbracci da dietro. E ancora, sconvenienti massaggi alle spalle, magliette spostate per sbirciare meglio sotto le scollature, insistenti e imbarazzanti sguardi e apprezzamenti di natura sessuale e non. Residente in Valdinievole, l’insegnante ha 58 anni: omettiamo le generalità in quanto il codice penale e le norme deontologiche vietano di scrivere particolari che possano rendere riconoscibili le vittime minorenni di violenze sessuali (fare il nome del professore porterebbe ad identificare le classi frequentate dalle ragazze coinvolte).
L’uomo – difeso dagli avvocati Gualtiero Bracali e Alessandro Gamberini – venne addirittura arrestato in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari emessa dal gip Patrizia Martucci su richiesta del sostituto procuratore Claudio Curreli, titolare dell'inchiesta. Misura cautelare in seguito mitigata con quella del divieto di ingresso nel comune di Pistoia e nel divieto di insegnamento all’Istituto Petrocchi.
Tre le famiglie di altrettanti alunni del “Petrocchi” che, rappresentate dall’avvocato Bonaiuti, si sono costituite parti civili (due erano uscite in sede di udienza preliminare accettando un risarcimento di 2.000 euro ciascuna). Ieri, il tribunale, data lettura del decreto, ha poi rinviato l’udienza per l’inizio del processo al 19 maggio: un intervallo dettato dai tempi tecnici necessari per notificare al ministero dell’Istruzione e all’avvocatura dello Stato la citazione in giudizio.
Le indagini della polizia che hanno portato al processo avevano preso il via in seguito ad un esposto presentato dai genitori degli alunni alla preside della scuola il 12 novembre 2014.
Diciassette gli alunni parti offese, residenti tra Pistoia, Valdinievole, Montagna pistoiese, Piana e Prato. (m.d.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google