La protesta
Muore al calcetto, un paese sconvolto
Montale, Lorenzo Betti, impiegato di 42 anni, lascia la moglie e una bimba di 3 anni. Lunedì o martedì i funerali a Tobbiana. Il centro sportivo dove è avvenuta la tragedia sospende l'attività fino al 20
MONTALE. Aveva compiuto 42 anni lo scorso 15 gennaio, Lorenzo Betti, l’impiegato montalese stroncato venerdì sera da un malore improvviso mentre stava giocando una partita di calcio a 5 categoria senjor insieme ai compagni del Cs Prova. Una tragedia che ha sconvolto due famiglie molto conosciute a Montale, dove Betti risiedeva da quando si era sposato con Daniela Nuti, ma soprattutto a Tobbiana, il paese nel quale è nato e dove risiedono molti parenti e amici. Una morte improvvisa che ha reso vani i tentativi di rianimazione, probabilmente dipesa da un’emorragia cerebrale conseguente a un’ischemia.
Sarà comunque l’autopsia, disposta dal sostituto procuratore di Prato Antonio Sangermano, ed eseguita nel pomeriggio di ieri a Pistoia dal medico legale Brunero Begliomini, a stabilire con certezza le cause della morte di Lorenzo Betti. Per conoscere ufficialmente i risultati occorrerà qualche giorno, ma è presumibile che la salma venga restituita ai familiari già nella giornata di oggi. I funerali dovrebbero svolgersi nella giornata di lunedì o al massimo martedì nella chiesa parrocchiale di Tobbiana, paese nel cui cimitero riposano tutti i parenti.
Oltre alla moglie Daniela, Lorenzo Betti lascia una bambina di 3 anni e mezzo, il già citato fratello Ivan ed una sorella che gestisce insieme al marito un negozio di generi alimentari nel centro di Tobbiana. L’uomo lavorava come impiegato nell’amministrazione di una ditta tessile di Prato. Nel paese, come nel centro sportivo, viene descritto come «un gran bravo ragazzo», una persona molto unita alla propria comunità e ai numerosi amici con cui condivideva, fin da quando era piccolo, la passione per il calcio e per lo sport.
Il sindaco di Montale, Ferdinando Betti, pur non essendo parente di Lorenzo lo conosceva benissimo ed è profondamente turbato, facendo parte, tra l’altro, della stessa comunità tobbianese. Venerdì sera Lorenzo Betti era impegnato in una partita di calcio a 5 era in corso una partita di campionato over 40 tra le squadre Cs Prova di Tobbiana, la squadra di Betti, e quella del Mentore. Alle 21,25, quando mancavano cinque minuti alla fine della partita, è improvvisamente caduto a terra senza che si fossero verificati scontri con altri calciatori. Immediatamente è intervenuto il presidente dell’associazione sportiva, Roberto Cipriani, con il defibrillatore e ha iniziato il massaggio cardiaco purtroppo senza successo.
Dopo cinque minuti è arrivata l’ambulanza della Misericordia di Oste, la cui equipe però ha solo potuto constatare la morte dell'uomo. Nonostante i momenti concitati, nessuno ha messo in dubbio le causa naturale della morte dell’impiegato tobbianese. Gli amici, sconvolti e sotto choc, avrebbero dovuto andare a mangiare assieme dopo la partita.
Al centro sportivo sospesa ogni attività. La testimonianza del presidente Cipriani. È listato a lutto con un nastro nero che campeggia nella home page, il sito internet del centro sportivo del Carbonizzo a Montemurlo, dove Lorenzo Betti era di casa come tutta la sua squadra di Tobbiana, formata da un gruppo di amici di vecchia data. Una scritta avvisa «soci ed amici che le attività di campionati e tornei di Super League sono sospesi da oggi fino al 20 marzo in segno di rispetto per la famiglia Betti in seguito al gravissimo Lutto. Tutto il Carbonizzo si stringe al dolore di casa Betti». Il presidente del centro, Roberto Cipriani, è sconvolto: «Sono almeno sei anni che Lorenzo giocava qui i tornei insieme alla squadra, nella quale milita anche il fratello Ivan. Insieme hanno sempre giocato anche nel torneo dei rioni di Montale. Eravamo tutti lì venerdì sera, si è accasciato ed è morto subito. Sono tragedie che non ti spieghi e non risciamo a capacitarci, anche perché era uno sportivo, un ragazzo che è sempre stato bene fisicamente».
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