Il dolore
La Corte dei Conti stanga tre dirigenti
Luca Fontana, Stanislao Moruzzi e Angelo Colella sono stati condannati in solido a pagare oltre settecentomila euro
PISTOIA. E alla fine la stangata della Corte dei Conti è arrivata. La sezione giurisdizionale della Toscana con presidente Ignazio Del Castello, consigliere relatore Amedeo Federici e consigliere Adriano Gribaudo, ha condannato Angelo Colella, rappresentante legale della Polisportiva Legno Rosso, Stanislao Moruzzi dell'Ac Capostrada Belvedere e Luca Fontana, già presidente della Polisportiva Legno Rosso e rappresentante legale dell'Ac Capostrada Belvedere a restituire al Comune di Pistoia, in solido fra loro, la somma di 706.851 euro oltre rivalutazione e interessi più le spese del giudizio stabilite in 4.700 euro.
La sentenza, arriva a poco più di un anno dall'apertura del procedimento che avvenne il 16 febbraio dell'anno scorso quando il Tribunale di Pistoia aveva segnalato alla stessa Corte dei Conti l'avvio dell'azione penale nei confronti di Luca Fontana inizialmente per truffa aggravata e successivamente trasformata in appropriazione indebita per aver ricevuto dal comune di Pistoia, in qualità di presidente e socio della polisportiva Legno Rosso, nonché quale rappresentante dell'associazione calcistica Capostrada, un contributo di 125mila euro per realizzare un campo di calcio, dichiarando falsamente di aver sostenuto spese maggiori rispetto a quelle reali per una differenza di oltre 156mila euro; e di aver compilato una non veritiera rendicontazione della gestione dell'impianto sportivo nascondendo utili ricavati dall'utilizzo dei vari campi: calcio, calcetto, oltre palestra e pista di pattinaggio per quasi 640mila euro.
E il Procuratore generale aveva citato in giudizio i tre rappresetnanti legali nel successivo 31 luglio.
L'attività degli investigatori coordinati dalla Procura della Corte dei conti di Firenze, ha poi messo effettivamente in luce il danno economico cagionato al Comune per via della contabilizzazione di costi gonfiati per i lavori di realizzazione di un campo di calcio che avevano indotto il Comune di Pistoia a erogare un contributo pubblico aggiuntivo di 125.000 euro alla polisportiva 'Legno Rosso' ma anche per il mancato introito per l'ente locale che è stato accertato in una cifra leggermente inferiore rispetto a quella segnata nel fascicolo penale ma pur sempre rilevante visto che si parla di oltre 581.000 euro per lo sfruttamento dei propri impianti da parte dell'associazione sportiva Capostrada evidenziando, secondo i giudici contabili, «una falsa rendicontazione con macroscopiche differenze tra quanto incassato dalla polisportiva e quanto rendicontato all'ente».
Gli imputati hanno presentato una propria memoria difensiva tramite l'avvocato Sergio Mazzone il 7 gennaio scorso che è stata poi discussa il 27 gennaio in cui veniva chiesta l'assoluzione di tutti e tre gli imputati.
I giudici contabili però non hanno accolto la tesi difensiva ritenendo «singolare la pretesa giustificativa dei convenuti circa l'effettività delle spese sostenute additando, quale riscontro, pagamenti informali, cosiddetti in nero, elargiti ad artigiani e ditte che ebbero ad operare nella realizzazione del campo di calcetto in sintetico il cui preventivo era stato palesemente "gonfiato" nell'ottica di indurre il comune, proprietario, a concedere il finanziamento richiesto dalla concessionaria polisportiva». A questo proposito gli investigatori hanno ascoltato almeno due degli artigiani che hanno effettuato i lavori. Il primo, Daniele Pacini, ha negato di aver ricevuto cinquecentomila euro e il secondo, indicato col solo cognome: Pacconi, che ha dichiarato di aver ricevuto un compenso di ventimila euro e non di settantaquattromila come dichiarato negli atti della società Legno Rosso. All’inaugurazione del campo con fondo sintetico oltre ad essere presente l’allora sindaco Renzo Berti, intervenne anche la gloria del calcio Gianni Rivera.
I finanzieri, su disposizione del vice procuratore della Corte dei conti di Firenze, Stefano Castiglione, avevano precedentemente sottoposto a sequestro conservativo beni e somme di denaro riconducibili ai legali rappresentanti della polisportiva "Legno Rosso" e della As "Capostrada Belvedere". In particolare, nello scorso mese di maggio il sequestro conservativo è stato fatto sull'abitazione e su un garage riconducibili a Luca Fabio Fontana. Sequestrata anche la sede dell'Associazione calcio Capostrada Belvedere. Posti sotto sequestro, infine, 60.000 euro depositati in vari conti correnti intestati a Fontana e alle due associazioni che hanno avuto in gestione l'impianto di proprietà comunale.
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