Il Tirreno

Pistoia

Da Pistoia all’America, la pasta di Matteo conquista Washington

Tiziana Gori
Matteo Catalani
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Matteo Catalani

Gli abitanti della capitale in fila per fettuccine e fusilli. E la “Cucina al volo” di Catalani finisce sul Post

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PISTOIA. «Se l’idea funziona ci dai il 20%. Due mesi di prova. Altrimenti arrivederci e grazie». Nessuna Partita Iva, burocrazia ai minimi termini. “The american way” gli ha dato una possibilità che Matteo Catalani persegue con impegno e passione. Pochi giorni fa il Washington Post ha dedicato un articolo alla sua “Cucina al volo”, quello spazio all'interno dello Union Market, nel Northeast di Washington Dc, dove dalla scorsa estate prepara pasta fresca e la cucina davanti agli occhi incuriositi degli abitanti della capitale.

Lo Union Market è un po’ come il Mercato Centrale di Borgo San Lorenzo: tante proposte, qualche tavolo per consumare e fermarsi a scambiare due chiacchiere. «Le persone vengono da me senza sapere cosa vogliono. Io ci parlo, stabilisco una relazione e li aiuto. È quello che amo fare», racconta Matteo alla giornalista del Post. La giornalista scrive che Matteo Catalani “harks from a city near Florence called Pistoia. He’s proud of his provenance” (viene da una città vicino Firenze, chiamata Pistoia. È orgoglioso delle sue origini) e a conferma di questo “sull’uniforme è cucita una bandiera italiana”.

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La verità è che questo ragazzo di 23 anni, dopo il diploma al Pacini (Liceo di Scienze Applicate) ha deciso che la scienza non era il suo futuro e ha voluto raggiungere lo zio, Daniele Catalani, in America. «Non so - racconta il padre Massimiliano - forse dopo la separazione da mia moglie mio figlio è stato spinto dal desiderio di lasciare una situazione familiare cambiata e voleva trovare una propria identità, non solo professionale. A Washington vive da 15 anni mio fratello Daniele, chef affermato. Ha lavorato al ristorante Galileo come cuoco e al Toscana Café, di cui era titolare». Sono anni duri per Matteo Catalani, passati a faticare nei retrobottega dei ristoranti. Poi ha deciso di mettersi in gioco. Sapeva che aveva da dire qualcosa anche lui e la cosa che aveva imparato a fare meglio in quegli anni era la pasta. I genitori, la sorella Azzurra e i nonni hanno appoggiato questa sua decisione. «Ha aperto un piccolo spazio all’interno dello Union Market - spiega il padre - dove produce direttamente la pasta, e gli americani stanno facendo la fila, come rivela l’articolo del Washington Post, per gustarsela sul posto con i sughi preparati la mattina presto, o per portarsela a casa. Credo che il futuro - afferma Catalani - appartenga a tutti quei ragazzi che, come Matteo, credono nelle proprie capacità. I sacrifici ci sono, ma alla fine... qualcosa succede».

In quattro anni Matteo ha potuto solo ospitare la sua famiglia. «L’assenza della Green card - spiega il babbo - non gli consente di farci visita a Pistoia, perché dopo potrebbe tornare in America solo come turista. “Cucina al volo” è un’attività ben avviata. Confidiamo che entro quest’anno possa avere finalmente il visto di lavoro».

 

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