La manifestazione
Amianto nell’acqua, è scontro tra 5 Stelle e Baldi (Pd)
AGLIANA. «Cecità o volontà di deformare i fatti? Apprendiamo dai giornali come ancora una volta il Pd cerchi di correre ai ripari e usare nozioni scientifiche a proprio piacimento. Rimaniamo basiti...
AGLIANA. «Cecità o volontà di deformare i fatti? Apprendiamo dai giornali come ancora una volta il Pd cerchi di correre ai ripari e usare nozioni scientifiche a proprio piacimento. Rimaniamo basiti di fronte alle dichiarazioni fatte da Asl, Ispo, Comune e consigliere regionale Baldi». A parlare è il Movimento 5 Stelle di Agliana (di cui è capogruppo Massimo Lafranceschina), dopo i recenti sviluppi della vicenda legata alla presenza di amianto nell'acqua, in un botta e risposta con il consigliere regionale pistoiese Massimo Baldi (Pd). «Asl e Ispo - scrivono i 5 Stelle - in base alle valutazioni di Iarc e Oms e al parere dell'Istituto superiore di Sanità dichiarano che “non esistono prove che l'ingestione di acqua con fibre di amianto sia pericolosa per la salute”. Noi ricordiamo quanto Iarc sostenga: l'asbesto è classificato in classe 1, ovvero cancerogeno per l'uomo. Inalazione e ingestione sono le principali vie che espongono l'uomo all'amianto. La popolazione può essere esposta all'amianto attraverso l'acqua potabile. Com'è possibile tale ostruzionismo da parte di Asl, Ispo e Comune, adesso sostenuto anche da Baldi? Noi, e adesso anche l'Ordine dei medici, chiediamo una sola cosa: l'attuazione del principio di precauzione».
A chiamare in causa il Movimento era stato Massimo Baldi, parlando di «bugie a 5 stelle» in riferimento ad una mozione presentata in consiglio regionale per bloccare il progetto "Acqua del sindaco". «L'ennesima mozione strumentale, inappropriata e mendace - aveva sottolineato Baldi - per bloccare, in assenza di qualsivoglia motivazione e documentazione che giustifichi una qualunque manifestazione di rischio, il progetto nelle scuole di Agliana. Il fatto più grave, in questa storia inutilmente lunga, è la volontà di ottenere un profitto politico dalla percezione di un rischio per la salute quando è chiaro, documentato e palese che questo rischio non esiste».(t.a.)
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