Sicurezza
«Da tempo sono già cambiate forme e colori»
I legali della ditta: il mercato è ricco di esempi simili, l’indagine dimostrerà che non c’è reato
LAMPORECCHIO. Fiducia che “l’indagine in corso renderà giustizia del fatto che il mercato è ricchissimo di esempi di etichette e bottiglie simili”. Non per niente, nel settore, si parla di rischio di confondibilità del marchio. O anche delle bottiglie, come per le Gold e le Pink finite nel mirino della Finanza.
La Sensi Vini affida ai suoi legali, Pier Paolo Picciolini e Franco Rossi Galante, del Foro di Milano, il compito di rendere nota la propria posizione: «L’indagine penale - affermano i due legali - non ha assolutamente ad oggetto la qualità dei prodotti vitivinicoli del nostro assistito, dei quali non a caso il procuratore ha espressamente riconosciuto la genuinità. D’altra parte l’azienda opera con successo da oltre 120 anni. L’indagine ha invece per oggetto esclusivamente l’ipotizzata confondibilità di un’etichetta di un concorrente e la forma e colore della bottiglia di un altro. Si tratta - sostengono Picciolini e Galante - di una mera ipotesi accusatoria, e l’indagine in corso renderà giustizia del fatto che il mercato è ricchissimo di esempi di bottiglie ed etichette del tutto simili a quelle in contestazione, con esclusione di ogni ipotesi di reato. Peraltro da tempo - informano gli avvocati della Sensi Vini - in via del tutto prudenziale, l’azienda ha totalmente modificato sia l’etichetta sia la forma della bottiglia, tant’è che il sequestro ha colpito esclusivamente giacenze di magazzino».
(t.g.)
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