Il Tirreno

Pistoia

Ex fonderia Michelucci, il costo sale a due milioni

di Fabio Calamati
Ex fonderia Michelucci, il costo sale a due milioni

Terza variante per il cantiere infinito di via dell’Anguillara, dove la Provincia di Pistoia costruisce dal 2011 la palestra dell’istituto Pacini

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PISTOIA. La Provincia di Pistoia ha approvato la terza perizia di variante consecutiva per i lavori di costruzione della palestra scolastica nell’area dell’ex fonderia Michelucci, in via dell’Anguillara.

Nuovi lavori inizialmente non previsti, un elenco di nuovi prezzi, un tempo utile per la conclusione dei lavori che passa dagli originali 720 a ben 1.017 giorni e un costo complessivo che cresce da un milione 823.000 euro a oltre due milioni 136.000 euro. Questi i numeri di un cantiere edile che, aperto alla fine del 2011, non riesce ancora a vedere la chiusura, tra contrattempi burocratici, problemi tecnici, appalti affidati e poi ritirati. Insomma, una vera via crucis, che ha fatto segnare l’ultima stazione (per ora) alla fine di febbraio, quando il dirigente Alessandro Morelli Morelli ha firmato l’ultima determina dirigenziale con all’oggetto la palestra scolastica nell’area ex Michelucci.

Nell’atto si spiega che nell’area di via Anguillara “sono emerse esigenze per rendere organicamente compatibile il progetto con le modifiche intervenute in corso di realizzazione dell’appalto e in particolar modo a seguito delle prime due perizie di varianti e suppletive, che hanno comportato la necessità di realizzare opere accessorie”. Tradotto, i mille problemi emersi in corso d’opera richiedono ulteriori aggiustamenti al progetto, integrazioni, nuove opere. E quindi, tempo e soldi.

Che realizzare una palestra scolastica al posto delle ex fonderie Michelucci in via dell’Anguillara sarebbe stato assai complicato, era cosa nota fin dall’inizio. D’altra parte l’istituto tecnico Pacini, la scuola superiore più grande della provincia, che non ha mai avuto una palestra a sua disposizione, è distante poche decine di metri e un’alternativa altrettanto comoda non era a portata di mano.

Per questo nel 2005 la Provincia acquistò i ruderi della bottega artigiana dove si esercitò da giovanissimo il grande architetto Giovanni Michelucci per la somma di 345.000 euro. Il progetto fu approvato nel novembre del 2008. La prima e più grande complicazione emerse subito: la nuova costruzione doveva rispettare le altezze degli edifici circostanti e per ottenere un soffitto abbastanza alto per le esigenze di una palestra, sarebbe stato necessario scavare. Il problema è che prima sarebbe stato necessario consolidare gli edifici a fianco. Insomma, un bel rebus.

Nel 2011 la Provincia completò la gara di appalto, ma il primo vincitore, l’associazione temporanea di imprese Diddi-Vespignani-Incos, venne esclusa per problemi di irregolarità contributive. Nell’ottobre 2012 nuova aggiudicazione al secondo classificato, l’Ati tra Sice (Prato), Cima Impianti e Raveggi (Firenze). Poco dopo la partenza dei lavori, emerse un nuovo problema: cemento amianto nel terreno, necessità di bonifiche e di smaltimento.

Ora che il cantiere ha finalmente fatto passi avanti importanti, arriva la terza variante, con nuovi lavori da fare, soprattutto di consolidamento dell’edificio, con alcune modifiche progettuali, nuovi pali, impalcati più rigidi e altre modifiche.

Le aziende titolari dell’appalto hanno accettato i nuovi termini della commessa, il nuovo quadro contrattuale e i nuovi tempi, che – come detto all’inizio – hanno sfondato quota mille, portando la fine lavori nel 2016. E chissà se sarà sufficiente.

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