Il Tirreno

Pistoia

Sempre di più le vittime di uomini “insospettabili”

di Valentina Vettori
Sempre di più le vittime di uomini “insospettabili”

Dati a sorpresa nel bilancio decennale dell’attività del servizio Aiutodonna In un caso su tre la violenza è esercitata da maschi bene istruiti e con un lavoro

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PISTOIA. La violenza sulle donne è un fenomeno trasversale e in aumento a livello nazionale, e Pistoia non fa eccezione.

A presentare dati eloquenti è il servizio Aiutodonna, coordinato dal Comune di Pistoia, che oggi compie dieci anni e, in occasione delle celebrazioni per la festa della donna, alle 17, al Pianeta Mèlos di via dei Macelli, festeggia l’anniversario dell’attività con uno spettacolo teatrale della compagnia “Il Rubino”, in cui saranno lette testimonianze scritte da vittime, volontarie ed operatrici del centro.

Il Centro antiviolenza Aiutodonna nasce dieci anni fa sul territorio pistoiese per garantire ascolto, assistenza psicologica e aiuto alle donne che si trovano ad affrontare situazioni di violenza, operando nei comuni di Pistoia, della piana e della montagna con una rete assistenziale che va dal supporto psicologico a quello giuridico. Ma anche attività di sensibilizzazione e diffusione di una cultura che contrasti il fenomeno della disparità di genere.

Dal 2006 a oggi le segnalazioni arrivate al centralino sono state 652. Di queste, 426 si sono trasformate in richieste di aiuto per cui è stato avviato il percorso di assistenza. I dati del 2015, però, confermano quello che è un trend in aumento negli ultimi anni. Le richieste di aiuto sono state ben 83, e la fascia di età più colpita quella tra i 35 e 45 anni, seguita dalla fascia 46-69 anni. Il 70% delle segnalazioni arriva da donne di nazionalità italiana, residenti nel comune di Pistoia (61%) e per il 40% con almeno un figlio.

L’identikit della maggior parte dei maltrattanti copre la stessa fascia di età (35-45 anni) e nel 36,5% dei casi si tratta dei mariti delle vittime, o ex mariti (18%). Nel 23% dei casi gli uomini hanno problemi di alcolismo, ma – come sottolineano le operatrici del centro – il 36% di questi uomini è classificato nella categoria degli “insospettabili”. Ovvero uomini, anche laureati, e con una buona attività lavorativa. Dati che sottolineano la trasversalità del fenomeno e che si manifestano sotto varie forme di violenza. Maltrattamenti fisici, psicologici, sessuali e stalking.

Negli ultimi 5 anni sono stati 18 i procedimenti penali intentati dallo Sportello donna Cgil - che garantisce gratuito patrocinio alle donne che si rivolgono al servizio Aiutodonna - conclusisi con 15 condanne. I procedimenti ancora in corso sono invece 13, mentre 5 sono quelli avviati davanti al giudice di pace.

«La violenza sulle donne è in crescita – spiega Federica Taddei, responsabile uscente del centro – e uno dei fattori che influisce di più sul fenomeno è anche la crisi economica e sociale degli ultimi anni. Sono molti gli uomini che sfogano, all’interno delle mura domestiche, i problemi extra-familiari. Parallelamente all’incremento di questi fenomeni, però, cresce anche il numero delle donne che si rivolgono ai centri antiviolenza, e questo è molto importante».

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