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Pistoia

Nuova scuola Cino, il governo per ora non ha soldi

Nuova scuola Cino, il governo per ora non ha soldi

Servono 3,5 milioni per demolizione e ricostruzione. Il sindaco Bertinelli: aspetteremo fiduciosi, ma soltanto fino a dicembre

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PISTOIA. Per il momento la demolizione e ricostruzione di uno dei due edifici della scuola media Cino da Pistoia è destinato a rimanere sulla carta. Il progetto costa tre milioni e mezzo, necessari per radere al suolo l’attuale prefabbricato ex sede delle terze classi, giudicato a rischio sismico, e costruirne uno nuovo, da 1.700 metri quadri. Il Comune quei soldi non li possiede: ha battuto quindi di verse piste per finanziarsi, in ultimo la graduatoria per le “scuole innovative” finanziate dal governo.

I progetti presentati sono stati 52 in tutta Italia, 39 dei quali sono stati ammessi al finanziamento. La buona notizia è che c’è anche Pistoia, quella cattiva è che le nuove Cino sono al trentunesimo posto e il governo – per il momento – ha annunciato il finanziamento solo dei primi dieci progetti. Quindi per ora Pistoia è destinata a rimanere a bocca asciutta.

«Siamo fiduciosi – ha detto in consiglio comunale il sindaco Samuele Bertinelli – che il governo intenda rifinanziare la legge, fino a coprire tutti i progetti accolti».

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Già, ma se così non fosse? Il sindaco ha ricordato che fin dall’inizio della vicenda, nel 2014, Palazzo di Giano fece capire che una soluzione definitiva avrebbe richiesto tempi lunghi. Nel frattempo, le terze classi della Cino hanno traslocato alle Roncalli, dove c’è spazio. Una soluzione accettabile ma non priva di problemi. A ricordarlo è stato ancora il sindaco, precisando che l’’intera vicenda è seguita dall’assessorato all’istruzione e da lui stesso, che a metà febbraio si è incontrato con gli organi collegiali della Cino. «In quell’occasione – ha spiegato – la preside mi ha illustrato piccoli e medi disagi e indicato le soluzioni possibili per ridurli in questa fase».

Ma tutti si rendono conto che questa è una fase transitoria. Tant’è che lo stesso Comune è intenzionato a non andare oltre l’anno scolastico attualmente in corso. Se entro la fine del 2016 non arriveranno da Roma buone notizie, ha spiegato Bertinelli, il nodo della Cino dovrà comunque essere affrontato. «E questo per me significa come minimo impegnare le risorse per la demolizione del prefabbricato, che dopo tre anni di mancato utilizzo, presenta comunque dei problemi». E poi, ci sarà da tornare sulla programmazione della rete scolastica: quella attuale è stata varata nel 2011, prevede 7 istituti comprensivi e due scuole medie in centro (la Roncalli, appunto, e la Marconi), ma quel quadro si è modificato sia per l’andamento demografico generale che per le oscillazioni nelle iscrizioni alle singole scuole (per esempio gli iscritti alla media Roncalli si sono dimezzati nelle prime classi).

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In questa revisione può trovare posto anche la riflessione del consigliere comunale Alessandro Sabella, che con una sua interrogazione aveva dato modo al sindaco di fare il punto sui lavori alla Cino da Pistoia. Chiedeva, Sabella, che il progetto originario della scuola da ricostruire venisse ridimensionato, anche per renderlo più fattibile, viste le difficoltà nel reperire i fondi.

In chiusura, il consigliere Sabella ha presentato due proposte. La prima riguarda la revisione e riduzione del progetto di ricostruzione originario - che attualmente prevede la realizzazione di un edificio da 1.700 metri quadrati - la seconda, la possibilità di accendere un mutuo - basato sulla certezza di ottenere i finanziamenti ministeriali - per realizzare un intervento in bio-edilizia.

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