Il Tirreno

Pistoia

Via il guado sull’Ombrone: «Ora dateci un vero ponte»

di Alessandra Tuci
Via il guado sull’Ombrone: «Ora dateci un vero ponte»

Pistoia, dopo la chiusura del passaggio in vista della demolizione decisa dal Genio Civile scattano le proteste dei residenti e dei frequentatori dei Laghi Primavera

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PISTOIA. «La chiusura del guado sull’Ombrone che porta ai Laghi Primavera è inevitabile per problemi di sicurezza, d’accordo. Ma che si rifaccia il ponte, soprattutto con una viabilità carrabile». Queste le prime parole di Stefano Fantacci, presidente dell'Associazione Pesca sportiva, dopo la decisione della Regione di chiudere definitivamente il guado all’altezza di via San Biagio in Cascheri per poi demolirlo.

Le incessanti piogge delle ultime settimane hanno infatti danneggiato irreversibilmente il passaggio, non lasciando altra scelta alla Regione. Il Genio Civile, in una recente nota al Consorzio di bonifica e agli altri enti competentim ha fatto il punto sulla questione: “L'opera non è né autorizzata né autorizzabile, rappresenta un pericolo per l'incolumità pubblica e costituisce un ostacolo per il buon regime del corso d'acqua determinando accumulo di sedimenti a monte ed erosione verticale a valle, oltre ad erosioni laterali indotte dalle recenti piene che minacciano la stabilità delle arginature”.

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Gli uffici regionali, ricordando che il passaggio con mezzi all'interno dell'alveo è strettamente vietato e consentito solo ai mezzi preposti alla manutenzione e alla vigilanza del corso d'acqua, ha richiesto al Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno di posizionare delle barriere sulle rampe di accesso al guado per bloccare il transito, per provvedere successivamente alla demolizione e al ripristino dell’alveo, con riprofilatura delle sponde laterali. Barriere che sono state installate venerdì.

La decisione della chiusura e dell’annunciata demolizione del guado arriva come un fulmine a ciel sereno per abitanti della zona e frequentatori degli argni e dei laghetti.

«Il guado è sempre stato così fin dal lontano 1820, quando c'era la via Francigena, ed il collegamento tra via San Biagio e via Fallita è sempre stato garantito – lamenta Fantacci – Poi, negli ultimi cinquant'anni, c'è stato il ponticino. È vero, purtroppo con le piogge abbondanti degli ultimi anni, questo è diventato molto insicuro e pericoloso, nessuno vuole criticare la decisione della Regione. Ma noi chiediamo solo che venga costruito un ponte vero, con una viabilità sicura, e che consenta il passaggio anche delle macchine. Ho già contattato l'assessore Tuci e sto aspettando un incontro. L'amministrazione deve fare qualcosa, ovviamente con l'aiuto della Regione e del Consorzio di bonifica».

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«La speranza è l'ultima a morire – gli fa eco Claudio Sforzi, dell’Associazione Pesca sportiva – L'accesso ai Laghi Primavera c'è, ma l'unica strada che ci arriva è troppo stretta, scomoda e non consente il passaggio di due auto contemporaneamente. Noi viviamo questa situazione come una sorta di isolamento. I Laghi sono una risorsa di tutti: abitanti, gente da fuori, ragazzi, disabili... Non c'è solo la pesca sportiva».

«A questo punto mi chiedo se i Laghi Primavera stiano dando fastidio a qualcuno – insinua Rossella Angori, che vive nella zona – Non è possibile che appena vinta una battaglia ne cominci subito un'altra. Perché non costruire un nuovo ponte una volta per tutte?».

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