Sicurezza
Ex cinema Verdi: affitto per ripartire
Pistoia, dalla Mabuse la proposta al vescovo Tardelli. E la metà dei costi sarebbe coperta dalla Fondazione Caripit
PISTOIA. "Siamo disponibili a pagare un affitto sin dalla riapertura. Se la Diocesi deve accendere un mutuo per i lavori di ristrutturazione, la somma rientrerà gradualmente nella sua disponibilità attraverso l’affitto mensile. Da parte della Mabuse la voglia di gestire il Verdi c’è. Ci venga però data una risposta, altrimenti valuteremo la risoluzione del contratto". Attualmente Mabuse ha un contratto di comodato d’uso per il Verdi, un cinema chiuso dal 2009, ma che per molti anni è stato un punto di riferimento nelle serate dei pistoiesi. Luca Barni, presidente del Cineclub Mabuse, dà voce alla speranza di molti: veder riaperta la storica sala di via della Misericordia Vecchia, a lato della chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, che ora versa in uno stato di abbandono.
Mabuse gestisce il cinema Globo e il Roma (la sala d’essai di via Laudesi) in un immobile che è di proprietà della Diocesi. Ha in gestione anche il cinema Verdi, ma la struttura è chiusa e il progetto di ristrutturazione è fermo da anni. Sì, perché un piano c’è. "Alcuni anni fa - ricorda Barni- la parrocchia di San Giovanni, proprietaria dell’immobile, ha partecipato con un progetto di recupero dell’ex cinema a un bando della Fondazione Caripit. Non essendo onlus, noi come Cineclub non avevano questa possibilità. La parrocchia ha ottenuto la disponibilità di un finanziamento di 100.000 euro, al quale poi la Diocesi dovrebbe aggiungere altre risorse".
I lavori di ristrutturazione richiedono almeno il doppio della cifra, come spiegava due anni fa al Tirreno l’economo della Diocesi, Pier Giorgio Caselli: "I servizi sono tutti da rifare, l’edificio inoltre è vincolato dalla Soprintendenza per il chiostro. La situazione è affrontabile con l’attenzione dovuta. Solo per la digitalizzazione dell’impianto occorrono 80.000 euro". Si aspettava la nomina del nuovo vescovo (era appena andato via monsignor Bianchi, ndr) per rilevare la proprietà dalla parrocchia di San Giovanni, e decidere come procedere. La Diocesi valutava positivamente il recupero del vecchio cinema e teatro parrocchiale, gestito in passato da don Mario Rossi e poi da don Siro Butelli, assieme al cinema Roma.
L’attività passò in seguito a don Alfredo Nesi, e in gestione a Massimo Marrani fino all’arrivo di Mabuse. Dovendo sostenere i costi di ristrutturazione, già due anni fa la Diocesi ha chiarito a Mabuse che sarebbe stato necessario rivedere il contratto di gestione, dando in affitto il locale. La destinazione preferita rimaneva quella di cinema. "Se non fosse possibile - spiegava il dottor Caselli - vorremmo riaprire almeno come sala convegni". Da parte sua, Luca Barni, non ha mai nascosto il desiderio di veder rinascere il Verdi come cinema e sala polivalente. E la zona del centro dove si trova l’ex cinema avrebbe oggettivamente bisogno di tornare a nuova vita. A fianco della chiesa di San Giovanni, in via Cavour, è sempre chiuso il Caffé Valiani.
La famiglia Valiani ha espresso la volontà di cedere il locale, ma dopo il no del Comune a un istituto bancario, non è stato trovato un interlocutore ritenuto idoneo. Via della Misericordia Vecchia, di per sé, non offre uno scorcio di centro storico indimenticabile, e il parroco di San Giovanni ha chiesto più volte al Comune maggiori controlli la notte. "Siamo all’impasse - commenta Barni - Forse la Diocesi non ritiene opportuno investire ora in questo progetto. Mabuse non può però aspettare ancora a lungo".
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