Attenzione
«Indagine, risultati da non strumentalizzare»
Guercini: dall’Ispo dati rassicuranti ma provvisori. La politica dell’incenerimento va rivista
MONTALE. Uno studio descrittivo su base comunale, ad oggi non in grado di rispondere al quesito se le patologie indagate siano riconducibili alle esposizioni alle emissioni dell'inceneritore di Montale.
Sono queste le considerazioni sui risultati del Rapporto preliminare sull'indagine epidemiologica che riguarda le patologie ambiente-correlabili nell'area di ricaduta delle emissioni dell'inceneritore di Montale, presentato dalla dottoressa Elisabetta Chellini dell'Ispo in occasione del Tavolo istituzionale sull'indagine epidemiologica del 26 febbraio. Una riunione a porte chiuse, nella quale Chellini ha esposto la relazione di fronte ai sindaci dei Comuni proprietari dell'impianto (Montale, Agliana, Quarrata), al sindaco di Montemurlo, all'assessore regionale all'Ambiente Federica Fratoni, ai rappresentanti delle opposizioni dei Comuni interessati dall'indagine e dei Comitati per chiusura dell'inceneritore. Due le patologie indagate, il linfoma non Hodgkin e il sarcoma dei tessuti molli, poiché uniche malattie per le quali vengono segnalate nella letteratura scientifica associazioni con le esposizioni alle emissioni degli inceneritori.
Secondo il rapporto per i casi studiati non risulta, ad oggi, possibile stabilire la distribuzione in aree a maggiore dispersione in aria o ricaduta al suolo degli inquinanti. Lo studio considera, inoltre, che esposizioni diverse da quelle alle emissioni dell'inceneritore possono essere causa di queste stesse malattie.
I dati sui casi delle patologie al centro dello studio riferiti dalla dottoressa Chellini nel corso del Tavolo istituzionale del 26 febbraio erano subito apparsi per alcuni dei presenti all'incontro, meno preoccupanti di quelli attesi. Il punto era comprendere quali e quanti fossero i passaggi mancanti alla conclusione dell'indagine e, appunto, quanto l'indagine potesse chiarire il rapporto tra le emissioni dell'impianto di Montale e le patologie indagate.
Alcuni esponenti delle opposizioni presenti al Tavolo, Alberto Fedi (Centrodestra Unito per Montale), Massimo Bartoli (Movimento 5 Stelle Agliana), Alberto Guercini (Agliana in Comune) avevano parlato in sostanza di una relazione dalla quale emergevano dati migliori di quelli attesi ed espresso perplessità sui tempi di completamento dell'indagine. «I risultati dell'indagine epidemiologica indicati dalla dottoressa Chellini - torna a precisare il consigliere Alberto Guercini (Agliana in Comune) con una nota - riportano una situazione di mortalità nei comuni di Agliana e Montale in linea con quelli delle province di Pistoia e Prato. Però non possiamo esimerci da esprimere alcune considerazioni e dubbi. L'indagine è stata impostata come un'analisi descrittiva della situazione e non un'analisi per comprendere se il nostro impianto ha creato situazioni critiche ambientali e di salute. Per avere questo dovremo aspettare il 2017 nelle migliori ipotesi, ma visti i ritardi, la mia paura è che diventerà un'indagine infinita senza avere mai una risposta certa. È evidente una chiara responsabilità nell'impostare un’indagine costosa e lunga senza arrivare a una risposta certa riguardo al nostro impianto di incenerimento. Quest'indagine non mi renderà tranquillo fino a che non si risponderà a questa domanda: quale è la correlazione tra la mortalità del nostro territorio e la presenza di un impianto di incenerimento? I dati rassicuranti, ma provvisori, sulla mortalità dichiarati dall'Ispo non nascondono tutte queste preoccupazioni e dubbi per cui chi ci amministra deve dare delle risposte ed assumersi delle responsabilità, soprattutto sui ritardi. I risultati di questa indagine parziale e difettosa non devono essere strumentalizzati per portare avanti una politica obsoleta e passata come quella dell'incenerimento».
Adesso il Rapporto preliminare presentato il 26 febbraio dovrà essere esaminato dai membri del Tavolo istituzionale, che avranno alcuni giorni per formulare ed inviare osservazioni e domande sul documento all'Ispo.
Tommaso Artioli
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
