Il Tirreno

Pistoia

Inceneritore, dall’indagine dati migliori del previsto

di Tommaso Artioli
Inceneritore, dall’indagine dati migliori del previsto

Ma a una settimana dal vertice istituzionale i sindaci non hanno ancora diffuso le conclusioni ufficiali della prima fase dello studio sull’incidenza dei tumori

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MONTALE. Serviranno altri passaggi per giungere ai risultati definitivi dell'indagine epidemiologica, ma i dati illustrati dalla dottoressa Elisabetta Chellini, dell’Ispo, durante il tavolo istituzionale a porte chiuse che si è svolto a Montale lo scorso 26 febbraio, apparirebbero migliori di quelli attesi.

È quanto trapelato per adesso, in assenza di comunicazioni istituzionali a distanza di giorni dalla riunione. Non è stato ancora diffuso, infatti, il comunicato dei sindaci annunciato dal primo cittadino di Montale Ferdinando Betti in occasione dell'incontro per dare conto di quanto emerso.

L'indagine epidemiologica era stata promossa allo scopo di stabilire se nei comuni di Montale ed Agliana ci fosse una più alta incidenza di patologie oncologiche e morti correlabili alla presenza dell'inceneritore rispetto alle vicine Quarrata e Serravalle, che non hanno un impianto nei propri territori. Al tavolo, oltre alla dottoressa Chellini ed ai sindaci di Montale ed Agliana, erano presenti l'assessore regionale all'Ambiente Federica Fratoni, i rappresentanti di Asl e Arpat, del Comitato per la chiusura dell'inceneritore e delle opposizioni.

Rappresentanti delle opposizioni che hanno ricevuto ieri la documentazione presentata nel corso del tavolo.

«La situazione – ha commentato il consigliere Alberto Fedi (Centrodestra Unito per Montale) – sembra migliore di come ci potevamo aspettare».

Ma per avere un quadro più chiaro, ha spiegato, le opposizioni dovranno consultare il materiale per poi formulare le proprie osservazioni. Successivamente l'indagine dovrà essere completata con altri passaggi. Necessaria sarà infatti la georeferenziazione per delineare un quadro delle zone specifiche all'interno dei comuni interessati nelle quali le persone colpite dalle patologie studiate hanno risieduto.

«I dati presentati dalla dottoressa Chellini - ha ricordato Alberto Guercini (Agliana in Comune) - non presentano particolari criticità. Sembrerebbero in linea con quelli di altre aree. Per avere il quadro definitivo sull'indagine dovremo aspettare il 2017».

«I numeri sui malati che sono emersi fino ad adesso - ha osservato Massimo Bartoli, capogruppo 5 Stelle ad Agliana - appaiono esigui: sembrerebbero numeri confortanti. Entro la fine del 2016 Arpat dovrà realizzare lo schema emissivo storico dell’inceneritore. La nostra paura, però è quella di non giungere mai ad un dato certo e che questa si trasformi in una storia infinita».

Per chiudere il cerchio, dopo questo ultimo tavolo istituzionale, manca, dunque, la nota dei sindaci di Quarrata, Agliana e Montale, attesa ormai da una settimana. Una comunicazione, quella dei sindaci, che, secondo Gianna Risaliti (Centrodestra Unito per Montale), sarebbe dovuta giungere subito dopo il tavolo.

«Il sindaco Betti - ha sottolineato Risaliti - aveva il dovere di informare la cittadinanza nell'immediato, visto che il tema interessa da vicino la popolazione».

Critica la posizione del Comitato, che, con un comunicato, ricorda di aver presentato 10 domande durante il tavolo rimaste per adesso senza risposte, che dovrebbero giungere in forma scritta. Il Comitato chiarisce, inoltre, di non sentirsi consolato dalla notizia che le emissioni dell'inceneritore di oggi sono molto inferiori a quelle di 30 anni fa.

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