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Pistoia

In trappola il truffatore dei negozianti

In trappola il truffatore dei negozianti

Si fingeva cliente e usciva senza pagare con la merce da provare a casa: costretto a saldare i conti

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AGLIANA. Per conquistare la fiducia dell’ignaro negoziante, si presentava come qualcuno conosciuto in paese. Uno affidabile insomma, a cui lasciar portar via maglie, borse e pigiami di seta da far provare alla moglie una volta arrivato a casa, in tutta comodità. Con la certezza che quell’elegante signore sulla sessantina sarebbe tornato a pagare entro poche ore. Invece, più il tempo passava, più diventava chiaro ai commercianti che il distinto cliente non si sarebbe più fatto vivo.

Il truffatore, grazie anche a quell'aspetto da uomo facoltoso, con orologio d'oro al polso e vestiti firmati addosso, ha fatto manbassa di merce in diversi negozi del centro di Agliana poco prima di Natale. Poi, la scorsa settimana, ecco il passo falso, quando è tornato a colpire un commerciante in via Magni e uno in piazza Gramsci. A quel punto però, i carabinieri, forti delle precedenti segnalazioni, sono riusciti a fermarlo. E così, raccontano i commercianti, è scattata la pena: «Il ladro ha dovuto fare il giro delle attività e saldare i conti per evitare la denuncia».

«Da noi si è presentato lo scorso dicembre – spiegano dal negozio di abbigliamento Pita, in piazza IV Novembre – Era un signore molto distinto, con una bella macchina. E' entrato e ci ha salutate come se ci conoscesse da una vita. Voleva delle maglie da bambino e, dopo avergliele fatte vedere, ci ha chiesto se potevamo dargliele per portarle alla moglie, perché lui non era sicuro della taglia». "Sono il marito dell'estetista qua dietro" ha detto alla commessa.

In un negozio di intimo di San Piero si era invece presentato come "il marito della parrucchiera" di una vicina frazione. Poi, di fronte a Irene Chiarello di "Amairene", in via Matteotti, è diventato "il fratello della signora che abita in piazza": è entrato nel negozio dicendo di voler fare un regalo alla moglie ed è uscito con una borsa di pelle da 350 euro in mano, senza aver pagato. Il numero di cellulare lasciato alla titolare è risultato inesistente. «In dieci anni di attività non mi era mai capitato niente del genere - spiega la Chiarello- A ingannarmi è stato l'aspetto di quell'uomo. E' proprio vero: l'abito non fa il monaco».

È andata meglio al negozio di intimo Enrica e Giuseppina di via Roma, ma solo perché sfornito di quello che il "cliente" chiedeva: «Cercava un pigiama di seta per la moglie. Noi non ce l'avevamo così gli abbiamo consigliato di andare qui vicino» spiegano. I commercianti lo descrivono come un uomo sulla sessantina, capelli bianchi, vestito con capi firmati. Viaggia a bordo di un suv. E' proprio alla guida della sua auto che lo hanno fermato i carabinieri la scorsa settimana, all'indomani del furto al negozio Baroncelli calzature di via Magni.

Beatrice Faragli

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