Il Tirreno

Pistoia

sanità

Infermieri, all’estero un laureato su quattro per poter lavorare

Tiziana Gori
Gabriele Agostini a Oxford con la fidanzata
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Gabriele Agostini a Oxford con la fidanzata

Anche i pistoiesi emigrano: la storia di Gabriele Agostini «A Pistoia solo tempo determinato, a Oxford mi hanno assunto»

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PISTOIA. «Prima un lavoro a tempo determinato in una Rsa pistoiese, poi alcuni contratti a 2-3 mesi in una Residenza per anziani nel Pratese. A giugno ho contattato un’agenzia che cercava infermieri per l’ospedale universitario di Oxford. Ho affrontato due giorni di selezioni (con prove scritte e orali) e le ho passate».

Dal 10 dicembre Gabriele Agostini, 26 anni, laureato in Scienze infermieristiche, è uno dei trenta infermieri pistoiesi che negli ultimi due anni hanno scelto di lavorare all’estero. Non pochi, considerando che Uniser laurea una media di 60 infermieri l’anno.

«Quelli che avviano le pratiche sono anche di più - spiega David Nucci, presidente provinciale del Collegio Ipasvi - Firmo io i permessi, e fino a due anni fa il numero di lavoratori in uscita era pari a zero. Ora siamo a trenta».

I laureati pistoiesi in Scienze infermieristiche non disdegnano l’estero. Anzi. Perché il pubblico impiego offre meno sbocchi (soprattutto in Toscana in questo periodo), perché Paesi come Inghilterra e Germania pagano bene e assumono a tempo indeterminato, perché anche gli italiani non sono più così mammoni e se si presenta la possibilità di fare un’esperienza lavorativa all’estero non se la lasciano scappare.

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È il caso di Gabriele. Ad Oxford da dicembre, ha intenzione di rimanervi almeno un anno. «L’Inghilterra - spiega Nucci - sta andando in controtendenza. Dopo decenni di politiche sanitarie al ribasso e tagli, con personale ridotto all’osso, si sono resi conto che il sistema stava implodendo. Degli infermieri italiani è apprezzata la preparazione. In effetti, le nostre università danno ottime basi, sia teoriche che a livello di tirocinio. Le loro sono molto care, hanno interesse a portare personale già formato dai Paesi stranieri. Offrono 2-3 mesi di vitto e alloggio gratuito e la vicinanza di un tutor, che aiuta con la lingua e molte volte diventa un amico fuori dalle mura dell’ospedale. Uno con cui andare al cinema o al pub. Gli ospedali inglesi assumono con contratti a tempo indeterminato, e i guadagni lordi annui che vanno dalle 23.000 alle 30.000 sterline(circa 2.000 -2.500 euro al mese, ndr). Certo, vivere in una cittadina di provincia ha un costo, vivere a Londra ne ha un altro».

«Sono operativo dal 10 dicembre - racconta Gabriele - Per un mese ho avuto l’affiancamento di un tutor che era responsabile del mio lavoro».

La lingua? «Non facile, soprattutto parlare al telefono, e con pazienti affetti da patologie come la demenza. Sarebbe difficile anche in italiano», sorride. Agostini ha un contratto a tempo indeterminato: «Se voglio rescinderlo devo dare due mesi di preavviso. Degli infermieri italiani è apprezzata la preparazione, e qui c’è la possibilità di fare carriera più velocemente. Mi piacerebbe spostarmi in sala operatoria nei prossimi mesi, o al Pronto soccorso».

Nel reparto dove lavora, medicina acuta, «la metà degli infermieri non sono inglesi».

Com’è la convivenza tra indigeni e stranieri? Non tutta rose e fiori. «Se da una parte - afferma Agostini - c’è la necessità di prendere personale dall’estero, dall’altro il rapporto umano e professionale dipende dal carattere dei singoli. Nel mio reparto, coi miei capi, mi trovo bene. Altri colleghi si sentono tollerati con difficoltà». Il guadagno è dignitoso: «Riesco a mettermi qualcosa da parte, e passando di livello guadagnerei ancora meglio. La settimana lavorativa è di 37 ore e mezza, distribuite in tre giorni. Lavoro su turni di 12 ore e accorpo i giorni di ferie per tornare in Italia». Ora, per esempio, è a casa. «I miei hanno accettato la decisione. Non posso dire che abbiano fatto salti di gioia, e anch’io sento la nostalgia, ma è un’esperienza che volevo fare e, per ora, ho deciso che resterò a Oxford sino a dicembre».

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di Redazione web