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«Commissione, Cormio si dimetta»

«Commissione, Cormio si dimetta»

Ospedale Pacini, secondo la “Zeno Colò” il sindaco non ha svolto adeguatamente il ruolo di presidente

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SAN MARCELLO. Ma la commissione sovracomunale a difesa dell'ospedale Pacini di San Marcello sta funzionando come dovrebbe? Secondo l'associazione Zeno Colò, che ne fa parte, la risposta è negativa e chiedono anche le dimissioni del suo presidente, nonché sindaco di San Marcello Silvia Maria Cormio.

Riflessioni che sono state inserite in una lettera spedita lo scorso 12 febbraio per mail a tutti i componenti della commissione. Il testo prevede anche altre tipi di analisi, ma a distanza di circa una quindicina di giorni nessuno ha risposto tranne i sindaci di Cutigliano, Tommaso Braccesi e di Piteglio, Luca Marmo. «La presidenza della commissione-si legge nel testo- che ricordiamo è a tutela dell’ospedale Pacini, ci sembra in mano al sindaco competente per territorio ma che meno dubbi ha sulla riorganizzazione perpetrata dalla Asl. Non sarà il caso di cambiare? Inoltre vorremmo aver chiaro il funzionamento della commissione stessa, perché nel nome è un insieme di persone rappresentanti la società politica e civile della montagna, ma nei fatti tutto viene deciso dal sindaco di San Marcello: è normale?”.

Abbiamo incontrato i due firmatari del testo della Zeno Colò, il presidente Emiliano Bracali e Simone Ferrari. «Ci stiamo domandando se serve una commissione che non sta facendo niente. È valido avere questo strumento in questi termini? Dalla riunione dello scorso 12 gennaio, avvenuta alla presenza anche del dirigente Morello ed altri dell'Asl, non abbiamo ricevuto i verbali, e a quanto ci risulta l'Asl non ha prodotto il documento richiesto da Nigro, referente Dynamo Camp, in cui si dovevano elencare tutti i servizi che l'Asl dovrebbe fornire alla nostra montagna». Poi aggiungono. «La commissione è nata per monitorare quello che succede all'ospedale, per capire se le promesse dell'Asl sui servizi ospedalieri sono mantenute. Ma questo non avviene. Un esempio sta nel fatto che le riunioni sono state fatte una nel dicembre 2014 e l'altra a gennaio 2016. Si può andare avanti così? Eppure sappiamo che la commissione, se lavora con lo spirito giunto, è un valido strumento, composto da tecnici e politici. Ma questa non è la realtà e quindi chiediamo una nuova commissione e un cambio al vertice». Il documento elenca tutte le richieste fatte all'Asl nella riunione del 12 gennaio. Richieste ancora rimaste inevase.

Carlo Bardini

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