Italia
Un vivaista: «Ho subito danni per trecentomila euro»
PISTOIA. Nuova udienza ieri mattina davanti al giudice monocratico Luca Gaspari per il processo che vede come imputato l’ex presidente del Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini, accusato di disastro...
PISTOIA. Nuova udienza ieri mattina davanti al giudice monocratico Luca Gaspari per il processo che vede come imputato l’ex presidente del Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini, accusato di disastro colposo per il cedimento dell’argine dell’Ombrone nella cosiddetta “alluvione di Natale” del dicembre 2009. Un cedimento che mandò sott’acqua decine di abitazioni e di attività commerciali tra Ferruccia, Barba, Vignole e Bottegone. E ieri mattina sul banco dei testi, fra gli altri, è salito anche Aldo Baldi dell’omonimo Vivaio rose e piante in via Ceccarelli alla Ferruccia. Il vivaista ha ricordato quanto accaduto in quei giorni dell’alluvione e delle conseguenze nefaste avute per la propria attività. «Ho avuto tutto il mio vivaio sommerso dall’acqua dell’Ombrone - ha raccontato al giudice - Ho chiesto al geologo Alessandro Finazzi di spiegarmi come mai ci fosse stato il cedimento dell’argine visto che in quel tratto è abbastanza rettilineo e lui mi disse che probabilmente era colpa delle nutrie e delle loro tane scavate negli argini». Il vivaista ha anche rivelato di aver fatto quantificare il danno subito e che il suo perito gli fece una stima di trecentomila euro. «L’acqua conteneva sostanze inquinanti e a distanza di sei mesi ci siamo accorti che le piante non crescevano come avrebbero dovuto - racconta Aldo Baldi - Così ho incaricato un perito agrario di verificare lo stato del terreno e scoperto l’inquinamento». Dalle domande della propria legale Monica Baldi e del difensore di Bargellini, Andrea Niccolai, è emerso che una parte del danno è già stato risarcito. «Sì, la Provincia ha confermato il danno e mi ha versato quarantamila euro - ha detto Bladi - Ma poi non ho visto più nulla». Prossima udienza in aprile. (p.p.)
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