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Pistoia

Montagna, niente stato di calamità per l’emergenza neve

Montagna, niente stato di calamità per l’emergenza neve

Impiantisti e sindaci delusi dopo l’incontro in Regione Formento: resta la richiesta di un fondo per le aziende

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ABETONE. La parola giusta per definire l'incontro avvenuto ieri pomeriggio in Regione Toscana per parlare di montagna e sistema neve è senz'altro delusione. Alla data di ieri, risposte concrete da parte dell'ente guidato dal governatore Enrico Rossi, per risolvere la forte crisi che ha investito il turismo bianco pistoiese a causa di un inverno “in odor” di primavera, non se ne trovano.

Se poi si affronta l'argomento calamità naturale, allora siamo davvero fuori strada. Davanti al tavolo dell'assessore regionale al turismo e alle attività produttive Stefano Ciuffo, erano presenti i sindaci di Abetone Giampiero Danti e il collega di Cutigliano Tommaso Braccesi, Rolando Galli, rappresentante Saf nonché presidente Apm, il presidente nazionale di Federfuni Andrea Formento e la famiglia Ceccarelli, che gestisce gli impianti di Doganaccia. «A me sembra - afferma Danti appena uscito dalla riunione - che non ci sia la volontà da parte della Regione Toscana di affrontare seriamente l'argomento della crisi che ha investito tutto il sistema neve della nostra montagna. Evidentemente la montagna e il turismo bianco non sono argomenti sentiti. Nemmeno a parlarne di calamità naturale, davanti a una crisi come quella di questo inverno. Eppure la vicina Emilia Romagna ha già messo sul tavolo, per il suo sistema neve, 1 milione e 900.000 euro, e se ne servono altri è disposta a dare finanziamenti. Così come altre Regione a statuto ordinario. Ma la Toscana sembra non sentirci. Praticamente abbiamo capito che dopo i già stanziati 500.000 euro soldi non ce ne sono». Nel documento presentato dal sindaco di Abetone, tra le altre, c'era la richiesta di una viabilità adeguata ai tempi, infrastrutture necessarie e funzionali allo sviluppo del turismo, agevolazioni con gli istituti bancari, la calamità naturale fondi per la ristrutturazione alberghiera e rifinanziamento della legge 140/166.

Più riflessivo Andrea Formento. «Siamo delusi anche noi come Federfuni -dice Formento - perchè ci aspettavamo che gli uffici addetti avessero fatto almeno delle valutazioni per le nostre richieste nell'arco di un mese. Invece l'assessore ci ha chiesto ancora tempo per discuterne in giunta. Siamo disposti a darglielo -aggiunge - ma i tempi sono strettissimi. Vogliamo che porti il tema nella giunta del 1 marzo e nel giro di pochi giorni ci richiami a un tavolo. Se le risposte saranno poi negative è chiaro che allora ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità. I nostri imprenditori - conclude Formento-si aspettano che la Regione abbia una sensibilità come la vicina Emilia Romagna». Nell'immediato le richieste di Federfuni sono un fondo a rotazione per dare liquidità alle aziende, attivare strumenti legislativi per riprendere gli investimenti e aumentare la disponibilità del fondo regionale. Per il futuro concretizzare un nuovo modello di gestione che prevede la presenza degli enti locali nella gestione degli impianti.

Carlo Bardini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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