Gioco
“Pro” e “Contro” faccia a faccia ma i cittadini erano pochi
PISTOIA. «Mi prenderò tutti i “vaffa” degli animalisti ma una cosa la voglio dire: per come vi comportate, secondo me quando c’è la Giostra dell’Orso voi “gufate” affinché qualche cavallo si faccia...
PISTOIA. «Mi prenderò tutti i “vaffa” degli animalisti ma una cosa la voglio dire: per come vi comportate, secondo me quando c’è la Giostra dell’Orso voi “gufate” affinché qualche cavallo si faccia male». Ed i “vaffa” sono immediatamente arrivati in quello che è stato il momento più concitato dell’assemblea pubblica in Sala maggiore del Comune, convocata alla vigilia dell’inizio della consultazione on-line per la Giostra dell’Orso. A parlare è Francesco Corsini, semplice cittadino, che però ha riscaldato una sala a dir la verità freddina soprattutto in termini di pubblico: un centinaio le persone presenti e, tolti i diretti interessati, gli addetti ai lavori ed i politici intervenuti, di cittadini venuti ad ascoltare le ragioni del “sì” e del “no” ce ne saranno stati una quindicina.
Molti, comunque, gli interventi e con un denominatore abbastanza comune: sono diversi i soggetti, interpellati, che hanno deciso di non far parte dei lavori della commissione consiliare “ad hoc” istituita per dare il via libera al nuovo regolamento. Dalla “Compagnia dell’Orso” che, tramite il suo presidente Francesco Cutolo, ha parlato di «uno spettacolo che pensa soltanto all’agonismo», passando per le stesse associazioni animaliste.
«Vogliamo riportare la Giostra in piazza con un nuovo regolamento – ha detto invece Ubaldo Gori, presidente del Comitato Cittadino – e non è vero quel che dice la Compagnia dell’Orso: faremo una Giostra per la città molto interessante. Ci hanno accusato di maltrattare gli animali: venite a trovarci ai maneggi e vedrete che non è così. Auspico, a nome di tutti i rioni, che il “si” alla fine possa prevalere».
Molta attesa e qualche borbottio del pubblico quando hanno preso la parola le associazioni animaliste. «Abbiamo realizzato quei manifesti – dice Rossella Ghelardini dell’Enpa in riferimento alla campagna realizzata lo scorso autunno – perché crediamo in una città libera. Dal 2010 ci sono stati vari episodi abbastanza gravi e noi abbiamo fatto le nostre proposte, per ora rimaste inascoltate: se vincerà il “si” valuteremo il da farsi».
Tecnico l’intervento di Mario Menici, ex presidente del Leon d’Oro dal 1991 al 1999 e attuale referente di Fitetrec-Ante, la Federazione che gestisce queste rievocazioni storiche. «Mi dispiace che ci sia un clima così rovente ma qualcosa bisogna cambiare: sono venuto via dal rione perché combattuto nel mio doppio ruolo di educatore di persone e di cavalli ogni giorno nella mia attività. Penso che ai rioni ci sia ben poco da imputare così come è inevitabile una svolta. Bisogna dare maggiore qualità ai cavalli ed ai cavalieri e non fare più niente il 25 luglio sarebbe un fallimento, una sconfitta per tutti». (s.m.)
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