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«Mi ha aggredito» E denuncia il figlio

«Mi ha aggredito» E denuncia il figlio

QUARRATA. «In quattro mi hanno spinto a terra e hanno iniziato a tirarmi calci e pugni. Tra gli aggressori c’era anche mio figlio». Una questione familiare legata ai soldi che lunedì, poco dopo le...

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QUARRATA. «In quattro mi hanno spinto a terra e hanno iniziato a tirarmi calci e pugni. Tra gli aggressori c’era anche mio figlio». Una questione familiare legata ai soldi che lunedì, poco dopo le 20, è sfociata in un’aggressione secondo quanto denunciato da un cinquantanovenne di Quarrata.

I fatti sono al vaglio dei carabinieri che stanno svolgendo alcune verifiche: restano diversi aspetti ancora da accertare su quanto successo lunedì sera a Bottegone. Poche ore prima dell’aggressione infatti, le forze dell’ordine erano dovute intervenire per calmare proprio il cinquantanovenne, che si era presentato sul posto di lavoro della figlia rompendo un vetro del portone d'ingresso. Poi, qualche ora dopo, l’uomo è andato a suonare alla porta dei figli, a Bottegone. «Volevo chiarire alcune questioni – dice – Ero sulla strada e ho visto arrivare una macchina con a bordo due persone: il cognato di mio figlio e il ragazzo di mia figlia. Poi è arrivata anche mia moglie in auto, per riportarmi a casa. Ci siamo messi tutti a parlare. “Andiamo via” ho detto a un certo punto. In quel momento però sono arrivati anche mia figlia, mio figlio e suo suocero. E’ stato lui a venire verso di me, pensavo volesse parlare. Invece mi ha preso a spintoni. Gli altri tre uomini, compreso mio figlio, hanno fatto lo stesso. Una volta a terra mi hanno tirato calci e pugni e poi se ne sono andati. Mia moglie mi ha accompagnato al pronto soccorso del San Jacopo. La prognosi per le contusioni riportate è di otto giorni». All’indomani dell’aggressione, l’uomo è andato dai carabinieri di Quarrata per presentare querela. «Le ragioni di tutto questo sono economiche – sostiene- Ho dato tutto ai miei figli. Ho costruito case e mi sono indebitato per questo, ma adesso che ho bisogno io di soldi per sopravvivere, mi hanno chiuso la porta in faccia».

Beatrice Faragli

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