Il Tirreno

Pistoia

intervista a fausto tardelli

Parrocchie, cambiamenti in vista

Lo annuncia il vescovo, che non prevede altri profughi in montagna

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SAN MARCELLO. In una fase in cui la montagna pistoiese è oggetto di tagli di servizi, la Chiesa è l'unica realtà che rimane presente in tutto il territorio. Presto una sistemazione più adeguata dei parroci, consentirà loro di garantire una presenza più vicina ai fedeli. Le rassicurazioni arrivano dal vescovo di Pistoia Fausto Tardelli, intervistato dal nostro giornale nell'ultima occasione della sua presenza in montagna, quando venne ad officiare la messa alcuni giorni fa nella chiesa di S. Barbara a Campo Tizzoro. Una volontà, tra l'altro, di fare il punto a distanza di una prima fase nel quale la diocesi pistoiese ha intrapreso il percorso delle "parrocchie in alleanza", cioè comunità vicine che si uniscono per lavorare insieme. Una scelta che secondo il vescovo non va vissuta solo come forzata dalla carenza di sacerdoti oppure di risorse economiche, ma come testimonianza dell'unità dei cristiani e della loro vocazione alla missionarietà, cioè ad uscire dalle loro quattro mura in cerca del prossimo.

Monsignor Tardelli come sta rispondendo la comunità dei fedeli?

«In un periodo di tagli ai servizi la chiesa è l'unica realtà rimasta sul territorio in maniera omogenea. E questo non mi sembra un aspetto di poca importanza La comunità dei fedeli sta rispondendo bene, anche se le difficoltà non mancano. Sono ancora un po' presenti certi campanilismi che vorrebbero che ogni parrocchia avesse il proprio parroco. Inoltre è da sottolineare il fatto che mancano i giovani».

In futuro ci saranno dei cambiamenti?

«E' probabile un’implementazione. Ma è certo che andremo verso una ridistribuzione sul territorio dei parroci presenti rispetto anche alla gestione delle parrocchie».

Durante la funzione religiosa, Tardelli ha fatto notare anche la carenza di giovani che desiderano diventare preti, al livello nazionale. Poi la gestione profughi, tema attuale che da giorni è tornato a galla con forza, visto che a breve sono previste diverse migliaia di arrivi anche in Toscana. Una quarantina sono da tempo presenti a Lizzano in una struttura diocesana.

In caso di necessità la diocesi pistoiese accoglierà nuovi profughi in montagna?

«Per il momento non credo che questo sia possibile. A Lizzano sono presenti alcune decine di profughi. Sulla montagna pistoiese non abbiamo numerose strutture adatte per questo tipo di accoglienza. Esiste quella nei pressi di Lancisa, sempre vicino a Lizzano, ma non è una struttura adeguata a questo scopo, visto che necessiterebbe di interventi di adeguamento».

Monsignor Tardelli nell'occasione della visita alla Chiesa di Campo Tizzoro, per iniziare assieme alla comunità cristiana locale il percorso quaresimale, ha garantito che le trattative per l'acquisto della chiesa da parte della diocesi nei confronti della proprietà Gruppo Kme, stanno procedendo.

Carlo Bardini

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