Gioco
Pistoia prima in Toscana per Indice di organizzazione criminale
Secondo il quarto Rapporto agromafie la nostra provincia è al 39° posto in Italia
PISTOIA. La provincia di Pistoia è in cima alla classifica dei territori toscani dove l’intensità dell’associazionismo criminale è più elevata.
È quanto emerge dall’Indice di organizzazione criminale (Ioc) elaborato dall’Eurospes nell’ambito del quarto Rapporto agromafie con Coldiretti ed Osservatorio sulla criminalità in agricoltura e sul sistema agroalimentare, che si fonda su 29 indicatori specifici e rappresenta la diffusione e l'intensità, in una data provincia, del fenomeno dell’associazionismo criminale, in considerazione delle caratteristiche intrinseche alla provincia stessa e, di conseguenza, sia di eventi criminali denunciati sia di fattori economici e sociali.
Pistoia e Grosseto, rispettivamente al 39° e 50° posto in Italia, sono in cima alla classifica delle province toscane, seguite da Prato al 57°, Arezzo al 58°, Livorno al 64°, Firenze al 70°, Pisa al 73° e Lucca al 78°, che si trovano nella fascia “medio bassa”.
Massa Carrara, 82ª, e Siena, 83ª, si trovano invece molto distaccate.
Nel 2015, sono stati 170 gli immobili confiscati e 28 le aziende sequestrate in Toscana alla criminalità organizzata.
Secondo Coldiretti l'associazione a delinque di stampo mafioso e camorristico, concorso in associazione mafiosa, truffa estorsione, riciclaggio (money dirtying) e illecita concorrenza sono le tipologie di illeciti riscontrate con più frequenza tra le organizzazioni criminali operanti nel settore agroalimentari, con il business delle agromafie che superato i 16 miliardi di euro nel 2016.
Per raggiungere il loro obiettivo i clan e le associazioni criminali organizzate ricorrono ad ogni forma possibile di reato, dall'usura al racket estorsivo, dall'abigeato alle macellazioni clandestine ai furti fino alla lievitazione dei prezzi di frutta e verdura fino a 4 volte nella filiera che va da produttore al consumatore, fino alle infiltrazione nel settore del trasporti e della logistica.
In cima alla black list dei settori più colpiti dalle frodi salgono la ristorazione, la carne e le farine, pane e pasta (il dato riferito al valore dei sequestri effettuati dai Nas nel 2015).
Dei 170 immobili confiscati al 30 settembre che proiettano la Toscana al dodicesimo posto (1%), 40 immobili destinati, 128 in gestione totale e 2 usciti dalla gestione. Per quanto riguarda le aziende si contano 40 beni destinati, 16 in gestione e 11 usciti dalla gestione.
«La criminalità organizzata che opera nelle campagne - spiega Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana - incide più a fondo nei beni e nella libertà delle persone, perché a differenza della criminalità urbana, può contare su un tessuto sociale e su condizioni di isolamento degli operatori e di mancanza di presidi di polizia immediatamente raggiungibili ed attivabili. Si tratta dunque di lavorare per il superamento della situazione di solitudine invertendo la tendenza allo smantellamento dei presidi e delle forze di sicurezza presenti sul territorio, ma anche incentivando il ruolo delle associazioni di rappresentanza attraverso il confronto e la concertazione con la Pubblica amministrazione, perché la mancanza di dialogo costituisce un indubbio fattore critico nell’azione di repressione della criminalità».
Ecco la mappa toscana secondo l'indice di organizzazione criminale: Pistoia (35,1), Grosseto (26,9), Prato (24), Arezzo (23,9), Livorno (20,2), Firenze (18,9), Pisa (17,1), Lucca (14,3), Massa Carrara (12,5), Siena (12,1).
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