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Cantini: «Distribuiti i vaccini Tutto procede secondo i piani»

PISTOIA. La grande macchina della sanità Toscana si è messa in moto sciogliendo tutte le riserve e mettendo in campo uomini e fondi per sconfiggere la meningite. Non si tratta di una epidemia ma i...

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PISTOIA. La grande macchina della sanità Toscana si è messa in moto sciogliendo tutte le riserve e mettendo in campo uomini e fondi per sconfiggere la meningite. Non si tratta di una epidemia ma i cinquanta casi registrati fino ad oggi sul territorio sono un segnale da non sottovalutare e che la Regione non sta sottovalutando visto che ha previsto la vaccinazione gratuita anche per gli over 45 e quindi per l’intera popolazione delle province di Pistoia, Prato e Firenze, l’area più colpita dai casi di meningococco C rivelatosi fatale.

«Diecimilaottocento dosi di vaccino sono arrivati lunedì e seimilacinquecento sono già stati distribuiti sul territorio martedi mattina – dice il dottor Stefano Cantini del dipartimento di prevenzione di Pistoia – Altri quattromila verranno consegnati all’inizio della settimana prossima e a marzo arriveranno gli altri trentacinquemila previsti per ora per il nostro territorio».

Ci sono duecentosettantamila persone da vaccinare, non sarà facile e, soprattutto, i tempi si prevedono abbastanza lunghi. «In questo momento stiamo dando una corsia preferenziale alle fasce di età fra gli 11 ed i 20 anni – continua il dottor Cantini – Proprio questa mattina (ieri ndr) sono riuscito a piazzare chi ha chiesto la prenotazione, nei primi giorni di marzo. Quelli che fanno parte delle fasce di età superiore vanno a fine maggio, inizio di giugno». Tempi che potrebbero variare molto se anche i medici di famiglia e i pediatri cominciassero a vaccinare con regolarità nei loro ambulatori. «Io non posso che ringraziare i medici di famiglia per l’iniziativa di domenica scorsa quando in un open day dalle 10 alle 18 hanno vaccinato trecentoventi persone ed hanno deciso di ripeterlo il 6 marzo prossimo – dice Cantini – Un segnale importante per noi e per la cittadinanza».

Fino ad oggi con l’ansia creata dai casi mortali registrati, i telefoni per le prenotazioni sono di fuoco. Lunghe attese e difficoltà di trovare la linea libera. «C’è una grande pressione è vero e le nostre quattro linee sono prese d’assalto - continua Cantini - L’auspicio è che a breve si possa dare la possibilità di vaccinarsi anche in altri luoghi oltre a quelli dell’Usl». (p.p.)

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