Sicurezza
«Moneta elettronica, troppo alti i costi»
Confesercenti scrive ai parlamentari sui pagamenti tramite Pos: «Una legge pensata per le banche»
PISTOIA. Abbattere le spese di commissione, a carico degli esercenti, legate ai pagamenti tramite Pos con bancomat e carte di credito. È la richiesta avanzata da Confesercenti Pistoia - in vista dell’attuazione del provvedimento della legge di stabilità 2016, che obbliga i commercianti ad accettare i pagamenti tramite Pos a prescindere dall’importo - che ha aderito alla campagna di Confesercenti Toscana. Ai parlamentari eletti sul territorio – per Pistoia, Caterina Bini ed Edoardo Fanucci – è stato inviato un documento che chiede un intervento del governo per disciplinare i costi delle commissioni, ritenuti troppo alti. In Italia le spese di commissione arrivano allo 0,7% per il pagamento con bancomat e al 1,5% per pagamenti tramite carta di credito. Spese a cui si aggiunge il costo del canone, pari a trenta euro mensili, che ogni esercente paga per il possesso del lettore Pos. Una spesa totale che in un anno raggiunge quota duemila euro. A fronte di questa costo, Confesercenti chiede al governo l’applicazione della direttiva europea che prevede la riduzione delle commissioni a carico degli esercenti dagli attuali 0,7% allo 0,2% per i bancomat, e dal 1,5% allo 0,3% per le carte di credito.
Richiesta a cui si aggiunge quella dell’abbassamento della spesa dei trenta euro mensili per il canone di possesso del lettore Pos.
«I commercianti - spiega Maurizio Innocenti, presidente Confesercenti Pistoia - sono favorevoli ai pagamenti tramite Pos. La diffusione di questo tipo di pagamento con denaro elettronico, però, è frenata dagli eccessivi costi che gravano sulle imprese, e che invece arricchiscono le banche che gestiscono le carte». La nuova legge di stabilità ha abbassato da trenta a cinque euro la soglia minima per il pagamento tramite Pos da parte dei clienti. In questo modo – secondo Confesercenti – l’intera categoria dei commercianti sarà penalizzata, ma a risentire di più delle spese di commissione saranno benzinai, tabaccai ed edicole. È stato calcolato che per un pieno di benzina, l’acquisto di un pacchetto di sigarette o di una ricarica telefonica pagati tramite Pos può arrivare a sottrarre fino al 50% del guadagno dell’esercente. Per fare un esempio, per una spesa pari a dieci euro di carburante, se il pagamento avviene tramite bancomat, le spese di commissione per il gestore arrivano al 20,24%, mentre con carta di credito il costo arriva a coprire il 40,48% del margine lordo del gestore.
«Se l’obiettivo è favorire la moneta elettronica - conclude Innocenti - è fondamentale abbassare i costi, come già avviene nel resto d’Europa. I deputati Bini e Fanucci si sono dimostrati attenti al tema, e l’auspicio è che il Governo intervenga per modificare il decreto attuativo che disciplinerà la normativa».
Valentina Vettori
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