Il Tirreno

Pistoia

Dai nobili ai malati, ai matti poi 30 anni di abbandono

Dai nobili ai malati, ai matti poi 30 anni di abbandono

La lunga storia del complesso di Collegigliato, nato per ospitare famiglie ricche L’architetto Bassi nel 1997 temeva che fossero trasformate in monolocali

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PISTOIA. Il grande architetto Giovanni Bassi, nel 1997, era pessimista sul futuro delle Ville Sbertoli. «Le Ville Sbertoli sono l’”Acropoli dell’accoglienza”, la città non dovrebbe perdere un patrimonio del genere. Ma vedrà, le venderanno... Ci faranno monolocali o piccoli appartamenti da vendere a inglesi o svizzeri danarosi che amano tanto la Toscana».

Quasi vent’anni dopo, si può dire che la profezia dell’insigne professionista non si è realizzata: le Ville sono ancora di proprietà pubblica, per la precisione della Regione, attraverso l’Asl di area vasta centro, che dall’inizio dell’anno ha inglobato la “vecchia” Asl 3. Il problema, però, è che Villa Tanzi e le altre “sorelle” sono oggi esattamente come erano quando Bassi le guardava, cioè abbandonate a sé stesse.

In cima a Collegigliato Bassi sognava un polo scolastico, con la scuola per infermieri e delle facoltà universitarie. Suggestioni che in parte (vedi articolo a fianco) oggi tornano di attualità.

Quelle del 1997-98, però, errano già meno abbandonate di adesso, non foss’altro perché alcuni edifici continuavano ad ospitare ex ricoverati nell’ospedale psichiatrico che furono le Sbertoli. Due degli ospiti delle Sbertoli ebbero addirittura un momento di celebrità televisiva, perché la loro storia d’amore, sbocciata tre le antiche mura delle ville, venne raccontata dal “Tirreno” e piacque a Massimo Gilletti, conduttore all’epoca de “I fatti vostri”.

Da allora la storia recente delle Sbertoli è un susseguirsi di abbandoni: se ne sono andati gli ultimi ex ricoverati, nel 2005 anche la scuola infermieri ha dovuto lasciare Collegigliato per il crollo del tetto di un edificio. Nel frattempo le Ville avevano ospitato una mostra di pittura degli ex internati psichiatrici (2001) e ricevuto la candidatura a possibile sede del nuovo ospedale (2002).

L’ultima volta che la città si accorse di loro fu nel mggio 2012, quando un incendio doloso aggredì l’archivio dell’Asl 3. I vigili del fuoco ci misero una mezza giornata per spengere le fiamme.

Sono le ultime immagini di un progressivo declino che aggredisce uno splendido sistema di ville signorili, le più antiche delle quali risalgono al Seicento. Dal 1868 al 1951 le Ville furono una importante casa di cura, dalla quale passarono centinaia di malati, sia nel fisico che nella mente. Dal 1952 al 1988 le Sbertoli divennero sede dell’ospedale neuropsichiatrico provinciale. Dopo il 1988, con la chiusura progressiva dei manicomi, il complesso delle ville iniziò la sua fase di progressivo abbandono, mentre in città si apriva il dibattito sul loro futuro possibile. Dibattito a tutt’oggi ancora aperto.

Fabio Calamati

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