Gioco
Otto licenziati in un’azienda dell’indotto Hitachi Rail
Dimezzato il personale della Axcent, che realizza impianti per treni regionali L’Ugl: ma il lavoro in arrivo c’è, lo scopo è utilizzare le nuove regole del Jobs Act
PISTOIA. Otto lavoratori dell'Axcent srl di Pistoia, azienda dell'indotto Hitachi Rail Italy (ex AnsaldoBreda) che si occupa degli impianti dei treni regionali, hanno ricevuto nei giorni scorsi la lettera di licenziamento. Lo rende noto il segretario pistoiese dell'Uglm Tiziano Fabbri, precisando che si tratta di oltre la metà dei lavoratori attualmente in forza all'azienda.
L’Axcent è una delle aziende del cosiddetto “incentrato”, vale a dire quella parte dell’indotto che lavora fianco a fianco con i dipendenti Hitachi all’interno dello stabilimento di via Ciliegiole.
"Questi otto malcapitati - denuncia il sindacalista - hanno oltretutto ricevuto un messaggio da parte dall'azienda con il quale vengono 'invitati' ad astenersi dal promuovere qualunque tipo di azione nei suoi riguardi per essere in futuro ricollocati, anche in tempi stretti. Appare chiara, quindi, l'intenzione di avvalersi dei nuovi contratti regolati dal Jobs Act". Fabbri spiega che con la Axcent si era prima parlato di una cassa integrazione straordinaria, non attivata per dei problemi nelle procedure di cui il sindacato ritiene responsabile l’azienda; poi di una messa in mobilità sulla quale la Regione non si è pronunc iata.
"Questo comportamento a nostro avviso inaccettabile e inopportuno - prosegue Fabbri -, specialmente in questa fase di rilancio del settore ferroviario per tutto il territorio pistoiese e ci appare solo come un modo per azzerare il rischio e il costo d'impresa, costringendo inoltre i lavoratori che rimangono in forza a carichi di lavoro maggiori con tutte le conseguenze che pu comportare in termini di sicurezza".
"Dal prossimo mese - aggiunge il segretario dell'Uglm - entreranno nelle linee produttive dello stabilimento Hitachi Rail di Pistoia le nuove opzioni delle commesse dei treni regionali Vivalto e Tsr. Non capiamo pertanto il motivo per cui l'azienda non possa considerare tutto ciò come un'importante opportunità di lavoro che permetterebbe sicuramentedi mantenere tutti i lavoratori in forza".
Fabbri conclude lanciando un appello alle istituzioni, a tutte le aziende dell'indotto, ed in particolare ad Hitachi Rail Italy, "al fine di trovare una soluzione per questi lavoratori oramai abbandonati a se stessi".
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