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Pistoia

Nozze Pacinotti-Agrario, in otto ricorrono al Tar

Nozze Pacinotti-Agrario, in otto ricorrono al Tar

Pistoia, il piano varato rischia di indebolire «l’offerta formativa a vocazione agraria». Ma i giudici amministrativi decideranno solo dopo la scadenza per le iscrizioni

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PISTOIA. Quell’accorpamento è illegittimo. Ne sono convinti otto tra dipendenti dell’istituto agrario De Franceschi e genitori di studenti della scuola di via Dalmazia, che hanno firmato un ricorso al Tar toscano per fermare la fusione, a livello di direzioni, del De Franceschi con l’istituto professionale Pacinotti. Fusione deliberata, invece, prima dalla Provincia (il 27 novembre scorso) e poi dalla Regione (il successivo 21 dicembre). L’atto impugnato è il nuovo piano di dimensionamento della rete scolastica, che entrerà in vigore con il prossimo settembre e che, ovviamente, si occupa di tutti gli ordini scolastici, dalle materne alle superiori.

Per quanto riguarda i due istituti professionali pistoiesi, il piano parte dal fatto che ambedue le scuole hanno meno di 600 studenti, la soglia considerata minima per avere una direzione autonoma. Il De Franceschi conta infatti 450 studenti, l’Ipsia Pacinotti arriva a 474. E proprio per queste loro dimensioni ridotte, i due istituti da tempo sono governati da presidi part time, che cioè si devono occupare anche di altre scuole.

Il nuovo piano aveva cercato di risolvere questa situazione di difficoltà accorpando le due scuole. Una scelta destinata a regalare stabilità alla direzione di Pacinotti e De Franceschi, ma ad un prezzo: mettere insieme due scuole molto diverse tra loro. In particolare l’istituto agrario De Franceschi costituisce da sempre una realtà peculiare in provincia, con un convitto per studenti e addirittura una propria azienda agraria. L’ipotesi di sposare i due istituti – non a caso – ha sollevato proteste e polemiche fin dal suo apparire, soprattutto da parte del De Franceschi, con dipendenti, sindacati e persino agronomi professionisti sul piede di guerra.

Otto tra insegnanti e genitori di studenti non si sono però limitati alle proteste ma hanno impugnato davanti al Tar il piano di dimensionamento, affidando le loro ragioni a due avvocati fiorentini specializzati in questioni scolastiche, Isetta Barsanti Mauceri e Nicoletta Gagliano.

Il ricorso in sostanza sottolinea come la scelta dell’accorpamento porti al rischio di un “indebolimento dell’offerta formativa a vocazione agraria”. Il documento conteneva anche una richiesta di misure cautelari provvisorie, legate al fatto che il 22 febbraio scadono i termini per la presentazione delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico. Ma il giudice Armando Pozzi ha negato che vi fossero esigenze particolarmente gravi ed urgenti per procedere. Tutto è stato rinviato, quindi, alla data del 24 febbraio prossimo, quando la questione verrà trattata dall’intero collegio del Tar.

Fabio Calamati

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di Redazione web