Sicurezza
Niente fondi Inps per i non autosufficienti
La denuncia di una pensionata invalida che accusa di disinteresse Comune e Società della Salute
PISTOIA. Nessun contributo per i disabili pistoiesi. Questa è la “denuncia” sollevata da una donna pistoiese, pensionata e invalida al 100%. Si tratta del progetto Home care premium, un’iniziativa dell’Inps gestione pubblica finalizzata al finanziamento di progetti innovativi e sperimentali di assistenza domiciliare, che ha avuto una prima fase sperimentale nel 2013/2014 e che è stata riproposta lo scorso 2015. Il bando è rivolto esclusivamente ai dipendenti e pensionati pubblici in condizioni di non autosufficienza, nonché ai loro coniugi conviventi e familiari di primo grado che versino nella medesima condizione. Un contributo monetario dunque, della durata di 9 mesi, che varia da soggetto a soggetto, parametrato sui dati della dichiarazione Dsu/Isee presentata in sede di domanda. «Questi soldi vanno dagli 800 ai 2.400 euro mensili e vengono erogati ai dipendenti e ai pensionati ex-Inpdap e ai loro familiari – spiega la donna, che preferisce rimanere nell’anonimato - oramai questo contributo esiste ovunque tranne che a Pistoia. Per potervi accedere infatti le amministrazioni preposte, dunque Asl o, laddove non esistesse il direttore, il presidente della Società della Salute, avrebbero dovuto aderire a tale progetto. Nel caso pistoiese, le figure istituzionali preposte sarebbero state in primo luogo il dottor Roberto Abati, direttore Asl 3, o il sindaco di Pistoia, in quanto presidente della Società della Salute, dato che l’attuale direttore Mannelli ha ricevuto l’incarico solo nell’ottobre 2014. Come mai questo progetto è stato ignorato?». La donna racconta di essere venuta a conoscenza dell’Home care premium su internet, per caso, nel febbraio dello scorso anno. «Munita dei documenti richiesti per avere accesso al contributo, tra cui il nuovo Isee, mi sono precipitata all’Inps di Pistoia per fare la domanda. Lì mi sono sentita rispondere che, nonostante ci fossero i fondi, non potevo fare alcuna richiesta in quanto gli enti preposti per aderire al progetto non vi avevano aderito». La donna è delusa, arrabbiata. «Questo diritto viene negato a me e a tutte le persone in possesso dei requisiti semplicemente per un’omissione da parte di chi di dovere. Devo essere sincera, per me, ricevere quella risposta, è stato un vero e proprio tracollo –continua- avevo sperato di poter uscire finalmente dal vortice di precarietà in cui mi ha costretto la malattia da anni, oltre che di crisi economica. Pensavo di poter finalmente iniziare a curarmi in maniera più appropriata ed invece mi ritrovo, ancora una volta, con un nulla di fatto».
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