Il Tirreno

Pistoia

Sì ai manifesti anti giostra vittoria degli ambientalisti

di Beatrice Faragli
Sì ai manifesti anti giostra vittoria degli ambientalisti

Il Tribunale di Pistoia accoglie le ragioni delle associazioni Enpa e Oipa Respinto il ricorso presentato a dicembre dal Comitato giostra dell’orso

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PISTOIA. Libere di manifestare e diffondere il proprio pensiero contro la Giostra dell’Orso. Il Tribunale di Pistoia ha dato ragione alle associazioni animaliste Enpa e Oipa sul ricorso presentato il 3 dicembre dal Comitato cittadino giostra dell’Orso, che avrebbe voluto vietare non solo l’affissione dei manifesti contro la manifestazione del 25 luglio, ma anche ogni ulteriore diffusione del messaggio “Nessuna regola salva i cavalli… 11 morti, 16 feriti di cui la sorte è sconosciuta, 27 vittime non bastano? Aboliamo la giostra dell’Orso”, come Enpa e Oipa avevano scritto nei maxi cartelloni affissi in città lo scorso 18 novembre.

Con la sentenza del giudice Giuseppe Ciccarelli, arrivata il 5 febbraio, alle associazioni animaliste viene riconosciuto il sacrosanto diritto, sancito dalla Costituzione, di manifestare liberamente il proprio pensiero, e di diffonderlo proprio nel rispetto del mandato di difesa degli animali che perseguono.

Al centro del ricorso presentato dal Comitato, c’erano le gigantografie dell’infortunio del cavallo Golden Storming durante la Giostra del 2014, quella costata la vita a due purosangue. Proprio in seguito alle due morti, l’amministrazione comunale ha sospeso la manifestazione per un anno. In vista della decisione del Comune sul futuro della Giostra e della consultazione pubblica non vincolante attesa proprio questo mese, le associazioni animaliste si sono mosse con una campagna di denuncia che ha trovato corpo nei maxi cartelloni affissi in città: immagini e parole ritenute ingannevoli dal Comitato cittadino, e potenzialmente dannose, sul fronte economico, per Pistoia.

Ne è nato il ricorso urgente al Tribunale di Pistoia del 3 dicembre per chiedere la rimozione dei manifesti (rimossi in quei giorni, visto che gli spazi erano stati prenotati e pagati per due settimane, a partire dal 18 novembre) e il divieto di ogni ulteriore diffusione del messaggio anti-Giostra per Enpa e Oipa.

Invece il giudice venerdì scorso ha rigettato le richieste stabilendo che la condotta delle due associazioni è del tutto lecita “alla stregua – si legge nel pronunciamento - dell’esercizio del diritto di manifestazione del pensiero funzionale alla tutela degli interessi di cui entrambe le associazioni si fanno portatrici”.

Il Comitato adesso dovrà farsi carico delle spese legali. «Il Tribunale – commenta l’avvocato Gianluca Sebastio, legale dell’Oipa sezione Pistoia - ha dichiarato che quei manifesti rispettavano i limiti al diritto di critica. Le immagini ritraevano eventi nefasti realmente verificatisi nel corso della giostra e le espressioni utilizzate non erano ambigue o ingannevoli».

Inoltre nella sentenza appare infondato il timore del Comitato su un’eventuale influenza negativa legata alla campagna anti-Giostra in vista della consultazione pubblica (non vincolante), dato che a decidere sulla manifestazione sarà il Comune.

Dall’Enpa Pistoia, difesa dall’avvocato Danilo Giacomelli, ricordano che “la tragica fine dei due cavalli durante la Giostra dell’Orso 2014 non è che l’ultimo episodio di una serie che dal 1980 ad oggi conta una ventina di casi accertati”. «Non siamo contro la manifestazione in sé ma contro l’utilizzo degli animali in tali contesti che infliggono delle sofferenze al solo scopo del divertimento di pochi» spiega Rossella Ghelardini, presidente dell’Ente pistoiese per la protezione degli animali.

Intanto l’avvocato Gian Luca Lomi, legale del Comitato cittadino Giostra dell’Orso, informa che saranno fatte le dovute valutazioni rispetto a un eventuale reclamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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