Il Tirreno

Pistoia

La drogheria rinasce con il bio

di Beatrice Faragli
Sheila Magnolfi nel suo negozio di frutta e verdura bio
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Sheila Magnolfi nel suo negozio di frutta e verdura bio

Sheila Magnolfi ha lasciato il posto fisso come impiegata e aperto un negozio di frutta e verdura in San Marco a Pistoia

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PISTOIA. Lascia il posto fisso per aprire un negozio di frutta e verdura bio nel suo quartiere. All’inizio qualcuno le ha dato della pazza. Adesso tutti le ripetono che è stata coraggiosa. Follia e coraggio però, sono amici di vecchia data, e poi a Sheila Magnolfi, 36 anni, le etichette non interessano. Le importa solo di andare a letto «stanca ma felice». Lo scorso giugno si è licenziata dopo otto anni passati in un ufficio. Un lavoro a tempo indeterminato.

«Tutti i santi giorni andavo a lavorare e mi sentivo infelice» ci racconta. Per sette mesi si è logorata pensando a cosa fare. A cosa scegliere. Alla fine ha mollato l’impiego sicuro e, qualche settimana fa, ha aperto “BA Buona Alimentazione” in via San Bartolomeo. Un'idea avanguardista che trova corpo in una bottega alla vecchia maniera, di quelle che popolavano il quartiere quando Sheila era bambina. Fino al 1998 al civico 2, dove ora c’è il “BA”, c’era un fruttivendolo. «In quegli anni San Marco era pieno di negozietti. Ogni fondo era una bottega. Adesso per comprare qualsiasi cosa bisogna spostarsi, qui non è rimasto più niente». Sarebbe stato forse più semplice per lei andarsene da Pistoia. O cercare di aprire sulla Sala, nel centro rigoglioso e godereccio della città, dove le attività continuano a crescere. E invece Magnolfi ha scelto il suo quartiere. «Sono nata e cresciuta qui. La mia famiglia viene da questo bellissimo posto, e io ho deciso di restare a “casa”».

«La mia – dice - è una generazione terrorizzata. Ci hanno spaventato in ogni modo possibile. Ci hanno detto di non crederci, di non provarci. Io non guardo nemmeno più la televisione. Però appena posso, viaggio. Prima di aprire l’attività, ho girato un bel po’. Qualcuno - continua - mi ha chiesto “ma te cosa ci fai ancora in Italia?”. Per restare, è vero, ci vuole coraggio. Ma, ho risposto, è questo che voglio».

Ex tecnico delle luci per la moda, ex impiegata, Sheila ha aperto il suo negozio di frutta e verdura bio in quel fondo che, un secolo fa, fu la drogheria del quartiere. La maggior parte dei prodotti che vende sono a chilometri zero. Gli altri, provengono dai contadini di mezza Italia. Come le arance di Placido, colte a Biancavilla e baciate dall’Etna. Tutti i giorni, inoltre, Sheila Magnolfi cucina zuppe e vellutate. E poi fa gli estratti di verdura da bere, vende uova di galline allevate all’aperto e legumi bio. «Il contadino stamani – ci racconta – non mi ha portato né l’insalata né i finocchi. Dice che ancora non erano pronti, che ci sarebbe voluto un altro po’ di tempo. Qui è così. Si rispetta la giusta misura della natura».

Tra le casse di cavolo nero e carote, mentre in pentola qualcosa bolle, la titolare sorride. «Quando ho detto che mi sarei licenziata – ricorda – in molti mi hanno dato della pazza. E sì, forse è davvero così. Adesso però mi dicono che sono coraggiosa. Io – spiega Sheila - so soltanto che per me stare tutto il giorno chiusa in un ufficio, seduta a una scrivania, era impossibile. Non avevo entusiasmo, soddisfazioni. Ero infelice. A volte tornavo la sera a casa e mi veniva da piangere. Adesso torno a casa e sono felice. Stanca ma felice».

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