Il Tirreno

Pistoia

Addio Giuseppe, buon samaritano

di Beatrice Faragli
Addio Giuseppe, buon samaritano

Rabbia e dolore al funerale del volontario della Croce d’Oro. La figlia: «Chi l’ha investito è senza cuore»

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MONTALE. «Mirellina stai calma, perché tanto arrabbiarsi non porta a nulla». Giuseppe e Desi lo ripetevano spesso a Mirella durante le piccole discussioni in famiglia. E adesso che Giuseppe Palumbo non c’è più, ucciso domenica scorsa da un pirata della strada, è la figlia Desi, 28 anni, a dire a mamma Mirella «stai tranquilla, perché c’è una cosa tanto ovvia quanto vera: la nostalgia il dolore per la mancanza del babbo e il pianto che ci accompagna tutti i giorni non ce la faranno mai a togliere dal nostro cuore la dolcezza e la sicurezza dei ricordi meravigliosi che a tutti noi ci ha lasciato».

Lo ha fatto durante i funerali di suo padre, ieri mattina, in una chiesa, a Stazione di Montale, colma di gente e di volontari della Croce d’Oro, l’associazione in cui il cuoco montalese prestava servizio, della Croce Verde di Pistoia e della Croce Rossa.

«L’ho scritta a mano questa lettera così – ha detto Desi con i fogli in mano, dal pulpito della chiesa - avrei dovuto leggerla io per forza, perché nessuno legge nella mia scrittura. Mirellina, a volte io e il babbo ti ripetevamo contemporaneamente, stai calma. Il dolore logora, come mi hanno detto. In fondo – va avanti – dove l’ignoranza parla, l’intelligenza tace. E’ una questione di stile. Signori si nasce...Tu invece sei senza rispetto e senza pentimento e senza cuore per tutto il male che ci hai fatto - dice rivolgendosi al pirata della strada che ha lasciato suo padre morire in un fosso - Per tutto il male che hai fatto a noi, che ha fatto a te babbo, ai tuoi amici e alla società, ognuno ha la faccia che ha e qualcuno anche esagera. Mirellina stai tranquilla…».

Perché tutto l’amore che Giuseppe ha donato agli altri, alle «sue due donne», resta eterno e immortale. La bara è entrata in chiesa portata a spalla dai volontari della Croce d’Oro di Montale sulle note di Wish you were here, “Vorrei che fossi qui”. Desi ha portato la bici da corsa del babbo fino al feretro. Poi don Enzo Benesperi, parroco di Stazione, ha voluto dire ciò che tutti in questi giorni di dolore hanno pensato. «Giuseppe, sei stato un buon samaritano per tante persone. Nel tuo tempo libero soccorrevi gli altri, eppure nel momento della tua morte non hai trovato un buon samaritano come te, qualcuno che ti prestasse soccorso».

Giuseppe ha trovato Francesco Ferraro, 33 anni, che prima lo ha travolto lungo la Provinciale Pratese, ad Agliana, e poi è scappato lasciandolo morire in un fosso, dove il cadavere è stato ritrovato la mattina dopo. Dopo aver lavorato domenica a pranzo in un ristorante a Firenze, Palumbo stava tornando ad Agliana per dare una mano alla moglie e alla figlia nel loro locale. Sceso dal treno, si era incamminato sulla via Pratese, ed era già buio quando è stato investito. Quella sera stessa, il pirata della strada gioiva su Facebook per la vittoria del Milan.

«Tutto questo – ha continuato Don Enzo – credo debba essere un forte invito a non passare mai oltre. Quando c’è un ferito, quando c’è qualcuno che ha bisogno di voi, siate dei buoni samaritani. Non passiamo oltre. Ascoltate da Giuseppe questo invito. “Non fate – ci sta dicendo – come hanno fatto a me”. Quando c’è qualcuno che soffre, aiutatelo. E adesso diteglielo tutti al Signore di prendere Giuseppe tra le sue braccia. Diglielo tu Mirella. L’ultima volta che lo hai sentito era sul treno. Ti ha detto “non ti preoccupare, sto arrivando” e poi ti ha chiamata amore. E tu Desi, che mi racconti che quando entrava in casa lui, arrivava la serenità».

Anche il sindaco di Montale Ferdinando Betti ha voluto parlare affinché certe cose non accadano più. «Me lo ha chiesto Desi – ha detto durante i funerali – Nel momento in cui ha avuto bisogno, Giuseppe è stato lasciato solo, e nel 2016, in una società civile, queste cose non devono succedere. La tragedia che è accaduta, deve essere un monito per tutti. E nel dramma questa famiglia è riuscita a guardare anche agli altri, per evitare altre stragi. Tutta la comunità montalese è con voi. Ciao Giuseppe».

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