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Pistoia

Anziana rapinata, un arresto

Anziana rapinata, un arresto

In manette Cesidio Pelini, 43 anni. Denunciata per favoreggiamento la compagna

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PISTOIA. Una rapina che aveva destato impressione: perché messa in atto in pieno giorno e in una strada del centro cittadino. Non delle più transitate, ma nemmeno di quelle dove passa un’auto al giorno. Perché la vittima era una pensionata, che stava tornando a casa dopo aver fatto la spesa alla Conad di San Biagio. Colpita alla schiena con un pugno, quel tanto che è bastato per lasciarla stordita e senza fiato, sottrarle la borsa e scappare a bordo di un Suv dov’era atteso da un complice.

Ma la scena non è passata inosservata, e il giovane operaio che si è gettato all’inseguimento del rapinatore ha fatto in tempo a memorizzare modello dell’auto e numero di targa. «Serve anche la fortuna, oltre alla capacità investigativa», commenta sorridendo il vicequestore Antonio Fusco, dirigente della Squadra mobile, che ha svolto le indagini.

Il testimone ha passato il numero di targa alla polizia. Il giovane aveva fatto in tempo ad aprire la portiera dal lato del passeggero, che, mentre il complice accelerava bruscamente, lo aveva minacciato dicendogli di andarsene: «Non sono fatti tuoi!». La pensionata, che lamentava un forte dolore alla schiena, era stata accompagnata per accertamenti all’ospedale con un’ambulanza della Croce verde. «Ero a piedi, con il carrello e la borsa della spesa - ha raccontato la donna - Ho sentito un colpo forte alla schiena e sono andata in avanti, senza cadere. Mi ha portato via la borsa, con i soldi e la carta d’identità. Per qualche minuto ho avuto difficoltà a respirare».

Il Suv era intestato alla compagna di Cesidio Paolini, 43 anni, originario di Catania, con vari precedenti di polizia a carico per rapina e reati contro il patrimonio. «Rapine anche di un certo livello - dice Fusco - Quando questa persona (Paolini, ndr) si è resa conto che il testimone aveva preso il numero di targa e ha pensato di dire alla compagna che era necessario simulare il furto dell’auto». Mentre la polizia li stava cercando, Pelini e la compagna, di 45 anni, sono andati in questura per denunciare il furto. «Le cose sono avvenute in un lasso di tempo così breve che non hanno fatto nemmeno in tempo a mettersi d’accordo bene sulle modalità con le quali spiegare il furto. Noi li abbiamo ovviamente separati sentendo le rispettive versioni. Sono caduti in grosse contraddizioni. Abbiamo capito che la donna stava “simulando” il furto per coprire il compagno impegnato nella rapina. A questo - prosegue Fusco - si è aggiunto il pieno riconoscimento da parte del testimone e anche di una suora che aveva subìto una rapina il 16 gennaio».

A metà gennaio, infatti, in via Gemignani, una religiosa di 59 anni era stata aggredita e scippata nel tardo pomeriggio. Un uomo l’aveva sorpresa alle spalle, afferrando la borsa e strappandogliela di mano. Nel parapiglia che ne era seguito la suora - che abita nelle vicinanze, con una consorella - era rovinata a terra. Per lei solo qualche contusione e negli occhi l’immagine dell’aggressore: alto circa un metro e settanta, con la testa coperta dal cappuccio di una felpa.

«I due - spiega Antonio Fusco - hanno chiuso il quadro indiziario a carico di Pelini. L’arresto è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari. La compagna è stata denunciata per simulazione di reato e favoreggiamento».

Il Suv è stata ritrovato in via Lucchese, a circa 400 metri dall’abitazione dei due, con le chiavi inserite e con all’interno un cappellino di colore bianco e una striscia rossa alla base, perfettamente corrispondente alla descrizione fornita dal testimone e riconosciuto senza esitazioni anche dalla pensionata, che aveva visto il rapinatore da dietro con il cappellino in testa. Due giorni fa l’arresto di Pelini è stato convalidato dal gip su richiesta del pubblico ministero, il sostituto procuratore Claudio Curreli, che ha diretto le indagini. «L’attività investigativa prosegue - spiega Fusco - per capire chi era alla guida del Suv e verificare se ci sono responsabilità del Pelini in episodi analoghi avvenuti negli ultimi mesi nel capoluogo».

Tiziana Gori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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