Il Tirreno

Pistoia

Un ristorante davanti al Ceppo

di Alessandra Tuci
Un ristorante davanti al Ceppo

In piazza Giovanni XXIII apre un locale di cucina tosco-umbra e musica fino a mezzanotte

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PISTOIA. Una “coccola per il cliente”, un posto accogliente, tradizionale e intimo, in un connubio tra cucina toscana e umbra. Sarà la nuova sfida di Chiara Lomi, 35 anni, del suo compagno umbro Samuele Santini, 28 anni e della loro “creatura”, “Il Ceppo ristorante cocktail Lab”, che verrà inaugurato in piazza Giovanni XXIII oggi con musica dal vivo e buffet, dalle 18 alle 24. Una piazza appena restituita all’originario splendore dopo i restauri del Fregio robbiano. Sarà un locale un po’ sui generis: non solo ristorante dunque, ma anche luogo per il dopo cena.

Pasta fresca (il punto forte), cacciagione, tartufo, dolci fatti in casa, accurata selezione di vini, ma anche piatti vegetariani e una scelta di pesce fresco accoglieranno gli amanti del buon gusto. Ottanta metri quadri di locale in cui si racchiudono l’esperienza e la passione di due giovani che hanno girato il mondo: Chiara torna infatti a Pistoia dopo 17 anni all’estero, tra Inghilterra, Scozia, New York, Formentera e Corvara, sulle Dolomiti, dove ha conosciuto Samuele, anch’egli esperto di cucina con un’esperienza di 12 anni.

«L’idea è nata da una sfida personale - racconta Chiara - tornare a casa dopo 17 anni e aprire un locale proprio come lo vorrei trovare io. A 35 anni le esigenze cambiano: si cerca un luogo intimo, familiare, minuziosamente curato nei dettagli e nella scelta del menù, ma che non sia estremamente eccessivo. Così abbiamo scelto proprio questa piazza, una delle più affascinanti di Pistoia. Una piazza che è anche un laboratorio e un salotto». Chiara si occuperà della sala e del cocktail lab, che è una sua creazione, data la sua esperienza pluriennale nella gestione di locali notturni; Samuele invece si occuperà della cucina. «Oltre alle prelibatezza tipiche della Toscana, avremo prodotti umbri, come legumi, farine, formaggi, salumi, in collaborazione con aziende toscane locali e piccole produzioni artigianali». A pranzo ci sarà un menù diverso ogni giorno: uno alla carta, con una scelta tra due primi, due secondi, due contorni e due dessert; e un menù non alla carta, chiamato appunto “Menù per tutte le ore”, per chi vuole fermarsi a pranzo, a merenda o all’aperitivo, con insalate, panini scomposti (aperti e ripieni su entrambi i lati), un tipo di tagliere, hamburger e due tipi di tempura.

«La carta dei vini è fatta da me personalmente - dice Chiara, che è anche sommelier - una selezione di vitigni prevalentemente toscani, ma anche di altre regioni, senza l’impegno di legarmi ad una particolare etichetta». Anche l’aperitivo sarà particolare: non un vero e proprio buffet, ma nel prezzo del drink verrà servito un piattino di assaggi direttamente dalla cucina. Accuratissimo il listino dei cocktail, di ben otto pagine «Sono diversi per tipologia: dai classici, ai vintage, agli sparkling, ai Gin premium con bacche e scorze, alla vodka, e anche una Martini selection. Poi ci saranno anche cocktail analcolici oltre a quelli ipocalorici». Oltre a questa miriade di peculiarità, è previsto anche il brunch tradizionale anglosassone tutte le domeniche, dalle 10 alle 15.

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