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Nuove regole per i lavori pubblici

Nuove regole per i lavori pubblici

Ridotto lo spazio per le gare ma anche per gli affidamenti diretti

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PISTOIA. Polemiche in abbondanza in consiglio comunale, dove è iniziata la discussione sul nuovo regolamento comunale per lavori, servizi e forniture in economia. Generalmente si tratta di interventi edili di manutenzione o di completamento di opere, o – ancora – di lavori urgenti, per i quali l’ente locale è autorizzato a non utilizzare la procedura della gara d’appalto.

Tre anni dopo la bufera dell’inchiesta Untouchables sugli appalti truccati al Comune di Pistoia (e in altri enti pubblici della provincia) è logico che su questo provvedimento si appuntino attenzioni particolari. Tanto più che l’attuale regolamento, approvato nel 2003, era già vecchio nel 2006, quando venne approvato il nuovo codice degli appalti, e poi nel 2010, anno dell’entrata in vigore del regolamento attuativo del codice stesso.

La giunta Bertinelli ci mise mano poco dopo l’insediamento, già nel 2013, ma l’elaborazione della proposta – per tutta una serie di contrattempi – ci ha messo oltre due anni e mezzo.

La novità più rilevante del nuovo regolamento, che l’amministrazione vuole ispirato ai principi della massima trasparenza, è l’innalzamento della soglia di valore del lavoro da eseguire entro cui è possibile l’affidamento diretto, cioè l’individuazione direttamente da parte del dirigente comunale dell’azienda da far lavorare. Dai 20.000 euro attuali si passa a 40.000 euro, consentendo quindi un più largo uso dell’affidamento diretto.

Una scelta del genere sembra contraddire le premesse di maggior rigore nell’assegnazione dei lavori, anche se – come ha spiegato il vicesindaco Daniela Belliti introducendo la discussione – il nuovo limite è dettato dalla normativa nazionale.

E difatti alcuni consiglieri di opposizione sono intervenuti con molta veemenza per criticare questa scelta: Del Bino del Movimento 5 Stelle, ma anche Bartolomei (Pistoia Futura) che ha parlato di Pistoia come della città «più corrotta della Toscana», per la quale servirebbero soglie ben più basse.

Il gruppo di Pistoia Domani ha proposto proprio questo: un abbassamento della soglia entro cui utilizzare l’affidamento diretto fino a 20.000 euro. Margherita Semplici, presentando la proposta, ha ricordato che la prima bozza di regolamento elaborata dalla giunta Bertinelli fissava questa soglia addirittura a 5.000 euro.

Ma dalla maggioranza è stato il capogruppo del Pd Giovanni Sarteschi a ricordare a tutti che nel nuovo regolamento comunale è sì prevista la soglia a 40.000 euro, ma è previsto anche che l’affidamento diretto avvenga chiedendo per ogni lavoro tre preventivi ad altrettante aziende presenti in un elenco pubblico ed assegnando il lavoro secondo un principio di rotazione e senza superare mai il totale di 80.000 euro assegnati ad una singola azienda in un anno. Di fatto il regolamento del Comune trasforma l’affidamento diretto in una sorta di cottimo fiduciario, riducendo quasi a zero la libertà di azione del dirigente.

Tra scambi polemici e discussioni, il dibattito lunedì scorso si è avviato. Probabilmente si concluderà con il voto finale nel prossimo consiglio comunale.

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