Attenzione
Si è costituito il pirata della strada
Sentendosi braccato dai carabinieri si è presentato in caserma ad Agliana l’automobilista che ha ucciso Giuseppe Palumbo
AGLIANA. Si sentiva ormai braccato. In mattinata i carabinieri erano già andati a cercarlo un paio di volte a casa, e avevano già chiesto di lui nei luoghi che frequentava abitualmente. E così ha telefonato al suo avvocato. Si è presentato alla caserma dei carabinieri di Agliana poco dopo le 17 di ieri il pirata della strada che domenica pomeriggio, sulla via Vecchia Pratese, ha travolto e lasciato morire Giuseppe Palumbo.
Si tratta di un muratore di origini calabresi, F.F. (gli investigatori hanno reso note solo le iniziali), 34 anni, domiciliato ad Agliana, nell’abitazione della compagna, proprietaria della Smart al volante della quale l’uomo era alla guida quando ha investito e ucciso il cinquantasettenne cuoco di Montale. Disoccupato da circa un anno, noto alle forze dell’ordine per questioni legate agli stupefacenti, è stato denunciato a piede libero per omicidio colposo e omissione di soccorso. Il sostituto procuratore Claudio Curreli, titolare dell’inchiesta, non ha ritenuto fosse necessario procedere al fermo, non ravvisando vi fosse pericolo di fuga. Immediato, comunque, il ritiro della patente di guida.
Scarne e confuse le informali dichiarazioni rilasciate dall’uomo ai carabinieri una volta fatto il suo ingresso in caserma. A suo dire, il muratore non si sarebbe accorto di aver investito una persona. Ha sostenuto di essere sceso dall’auto per capire cosa era successo, per poi, non vedendo niente sull’asfalto, rimettersi alla guida e raggiungere casa. Nonostante il parabrezza completamente sfondato.
Fatto sta che, ieri pomeriggio, i carabinieri hanno trovato la Smart nascosta in fondo al garage dell’abitazione, celata alla vista da un grosso scooter e da un compressore. Evidenti i segni del tragico incidente: oltre al parabrezza, era infranto anche il tettuccio, così come mancavano, sulla parte anteriore destra, le parti di carrozzeria ritrovate lunedì sul luogo dell’impatto.
Come detto, già da ieri mattina i carabinieri della Compagnia di Pistoia – grazie anche agli accertamenti tecnici eseguiti dai colleghi del Nucleo investigativo del comando di viale Italia – erano sulle tracce del muratore. Lo specchietto e le altre parti di carrozzeria ritrovati nel punto in cui Giuseppe Palumbo è stato investito hanno portato in poche ore a far scattare le ricerche di una Smart. Il resto lo ha fatto la conoscenza del territorio e, soprattutto, degli abitanti della zona da parte dei carabinieri della Stazione di Agliana, che hanno consentito di restringere le investigazioni a due soli proprietari di quel modello di auto, uno dei quali si è rivelato subito estraneo ai fatti una volta rintracciato.
Il trentaquattrenne muratore, invece, sembrava sparito nel nulla. Ieri mattina non è stato trovato a casa, così come, nel primo pomeriggio, nessuno lo aveva ancora visto nei luoghi che lui era solito frequentare a quell’ora. Probabilmente è stato dopo aver saputo che i militari dell’Arma lo stavano cercando che, sentendosi ormai braccato, ha deciso di chiedere aiuto all’avvocato. Il legale gli ha immediatamente consigliato di presentarsi ai carabinieri, per poi accompagnarlo alla Stazione di Agliana.
Intanto, nel primo pomeriggio, era già stata eseguita l’autopsia sulla vittima dell’incidente. In particolare, al medico legale Brunero Begliomini era stato chiesto di accertare se Giuseppe Palumbo fosse o meno deceduto sul colpo, se la natura delle ferite riportate avrebbe reso vano o meno qualunque tentativo soccorso. In base ai primi risultati, sembra che le lesioni subite alla gola quando, travolto da dietro, è stato scagliato contro la parte superiore del guard-rail metallico, non sarebbero state immediatamente fatali: sarebbe morto dissanguato.
Massimo Donati
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