Sicurezza
Pistoia, il vento fa impennare l’edilizia
Boom delle ore lavorate dopo la tempesta di marzo. Ma il sindacato lancia l’allarme voucher
PISTOIA. Dopo la tempesta di vento del 5 marzo scorso, l’edilizia pistoiese ha segnato un picco nelle ore di lavoro e, recentemente – secondo il sindacato Fillea Cgil – anche una preoccupante esplosione nell’uso dei voucher, i buoni che regolarizzano le prestazioni di natura occasionale fuori contratto. Secondo i dati della Cassa edile Pistoia, il settore è passato dalle 158.000 ore lavorate del novembre 2014 alle 211.000 del luglio 2015.
«Numeri anomali rispetto a quanto registrato negli ultimi anni, anche per il periodo estivo, e sicuramente legati al dopo emergenza. Siamo tornati a una dimensione dell’edilizia simile a quella della pre-bolla speculativa» spiega il vicepresidente della Cassa pistoiese (in carica ancora per pochi giorni) Marco Ballati.
«Adesso – continua – servono politiche mirate per il settore. Con le opere infrastrutturali al palo e con le costruzioni private invendute, bisogna puntare su ristrutturazioni e sistemazioni, come avveniva in passato».
È quello che di fatto è successo dopo la tempesta di vento che, nel marzo scorso, ha messo in ginocchio la città. «C’è stato tanto lavoro di sistemazione dei tetti danneggiati ma anche di riqualificazione dell’esistente».
Da segretario Fillea Cgil Pistoia, Ballati lancia anche l’allarme sull’utilizzo dei buoni lavoro erogati dall’Inps. Pistoia non è certo immune dall’esplosione del fenomeno voucher (vincolati nel settore dell’edilizia al rapporto diretto tra committente e lavoratore). «Fillea è molto preoccupata per questo sistema che, nel caso specifico, ha come unico scopo l’abbattimento del costo del lavoro. I lavoratori in ambito edile, così come di altri settori, si presentano da noi dicendoci che l’unica proposta di lavoro è quella con i voucher».
«Tutta questa manodopera – continua Ballati – è sconosciuta alla Cassa edile. Inoltre con i buoni lavoro non esistono dati certi sotto il profilo del conteggio delle ore lavorate».
Un’ occupazione occasionale solo nelle apparenze, non nella sostanza.
Stessa preoccupante diffusione, denuncia Ballati, per le partite iva legate alla monocommittenza, «di fatto un finto artigianato». Fenomeni che preoccupano Fillea e, prima ancora, i lavoratori.
Sullo stato generale dell’edilizia invece, Ballati, in base ai dati Cassa edile, parla di «una situazione decisamente migliorata rispetto al passato». Nel periodo novembre 2013-novembre 2014, le imprese attive hanno segnato un -7,38%, un -12,21 per gli addetti e un -9,59 nelle ore lavoro. Nel periodo novembre 2014-novembre 2015, «si registra un -3,8 di imprese attive e un -5,6 di addetti, a cui però va aggiunto il dato in controtendenza della contribuzione, che ha dato un leggero incremento per via delle ore lavorate. Il maltempo – come detto - ha influito sul picco registrato da aprile e luglio».
« Non siamo usciti dalla crisi ma – conclude Ballati - ci sono molte cose su cui possiamo lavorare e puntare, come il recupero dell’esistenze, del patrimonio pubblico e artistico, e delle ristrutturazioni e sistemazioni private».
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