Il dolore
Sichi, ancora un rinvio a giudizio
L’ex economo della disciolta Comunità montana accusato di essersi intascato i soldi dei tagli boschivi
PISTOIA. Nuovo rinvio a giudizio per Giuliano Sichi, l’ex economo della disciolta Comunità montana già sotto processo con l'imputazione di peculato per aver sottratto all’ente centinaia di migliaia di euro tra il 2001 al 2011. Ieri mattina il giudice dell’udienza preliminare ha accolto la richiesta avanzata dalla procura della Repubblica dopo la conclusione di un altro filone dell’indagine nata con la scoperta dell'ammanco milionario.
Oltre a quella di peculato, in questo caso c'è anche l’accusa di falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale. Secondo il pm titolare delle indagini Luigi Boccia, Sichi, attraverso artifici contabili di vario tipo, si sarebbe appropriato, nell’arco di tempo che va dal 2006 al 2011, di almeno 76.378 euro e spiccioli. Soldi che - provento delle concessioni per i tagli boschivi - sarebbero dovuti finire nelle casse della Comunità montana ma che erano stati versati su un conto corrente intestato all’ex economo, oppure in quello di una società a lui collegata, o, infine, secondo gli inquirenti, utilizzati per coprire precedenti ammanchi nelle entrate dell'ente, in questo caso alle voci legna da ardere o raccolta mirtilli.
L’avvocato Pamela Bonaiuti, difensore dell’imputato, aveva già presentato una memoria di fensiva e ieri mattina, prima della sua arringa, ha prodotto le ricevute che proverebbero l’innocenza di Sichi per quanto riguarda l’appropriazione di alcune delle somme a lui contestate. In base a tale documentazione ha chiesto ha perciò chiesto il non luogo a procedere almeno per alcuni dei capi d’imputazione.
La gup Maria Elena Mele ha però ordinato il rinvio a giudizio per tutte le accuse. Il processo inizierà il 9 giugno.
Anche per questa costola dell'inchiesta sul buco in bilancio della Comunità montana le indagini sono state portate avanti dalla Guardia di Finanza, che, nell’esaminare la contabilità del disciolto ente aveva constatato il mancato versamento nelle casse di introiti derivanti dai bandi per l’assegnazione delle concessioni ai privati per il taglio di appezzamenti boschivi di proprietà pubblica. E anche sentendo gli assegnatari e gli operai che in alcuni casi avevano riscosso da loro gli importi dovuti per poi consegnarli al Sichi, le Fiamme gialle hanno ricostruito il quadro che oggi costituisce la struttura dell'impianto accusatorio.
A Sichi viene contestato di aver versato sul proprio conto privato 6 assegni per oltre 13.500 euro; di averne versati altri 4, per 9.757 euro, sul conto della società Esse Erre srl, in cui era titolare di cariche e di delega ad operare sul conto; di averne incassati altri 2, per 6.407 euro. Poco più di 4.640 euro Sichi invece li avrebbe ricevuti dagli assegnatari in contanti, senza mai versarli in cassa. Ci sono poi, secondo il pm, 38.364 euro ricevuti dai concessionari dei tagli boschivi che Sichi avrebbe utilizzato per coprire ammanchi degli anni precedenti relativi a mancati versamenti in cassa di introiti spettanti alla Comunità montana per concessioni relative alla vendita di legna da ardere, alla raccolta di mirtilli e al taglio di piante secche. E pur essendosi appropriato di tali importi, Sichi, dal 2006 al 2009, aveva attestato la regolarità dei conti consuntivi dell’ente: da qui l'accusa di falsità. (m.d.)
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