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Pistoia

capecchi (pistoia domani)

«Non ci sarà un boom di turisti e l’economia reale affonda»

«Non ci sarà un boom di turisti e l’economia reale affonda»

PISTOIA. «Benissimo Pistoia capitale italiana della cultura, ma non perdiamo di vista la città reale. La sanità subisce continui tagli, siamo al collasso della spesa pubblica e non possiamo pensare...

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PISTOIA. «Benissimo Pistoia capitale italiana della cultura, ma non perdiamo di vista la città reale. La sanità subisce continui tagli, siamo al collasso della spesa pubblica e non possiamo pensare che l’economia possa vivere solo di finanziamenti pubblici o di qualche piccolo contributo della Fondazione Caripit».

Alessandro Capecchi, consigliere comunale di Pistoia Domani, invita a tenere i piedi per terra. «L’ambizioso progetto del polo dell’energia e del gas è andato in frantumi: Toscana Energia chiude, così Toscana Energia Green. Un’azienda da 130 dipendenti in provincia... Copit, a seconda di come va la gara regionale sul trasporto pubblico può risollevarsi oppure affonderà. Lo stesso vivaismo è in forte difficoltà. In questo contesto bene la città capitale della cultura, ma quanti turisti ci porterà? Per l’80% si tratta di eventi già programmati. Non credo avremo un boom di presenze. Penso che le nostre associazioni di categoria farebbero meglio a interessarsi di pressione fiscale, appetibilità del territorio, viabilità, piuttosto che stendere un tappeto al Comune per Pistoia capitale italiana della cultura».

Sugli eventi da scegliere Capecchi non ha dubbi: «La giostra dell’Orso fa parte della nostra storia. Con tutti gli accorgimenti che possiamo trovare per garantirne lo svolgimento in sicurezza, non la farei mancare nel calendario del 2017». Capecchi condivide la posizione del renziano Roberto Bartoli: «“Leggere la città” è un cavallo di battaglia del sindaco e della giunta ma è un doppione. Mi concentrerei sui Dialoghi, e risparmierei quei soldi».

«A Pistoia - scrive invece Federica Landucci, presidente provinciale degli Industriali - l’industria nasce spesso dalla sapienza individuale del fare, e diventa impresa. I tessuti, i ricami, la meccanica più raffinata, il legno, la carta, la tradizione alimentare, le fonderie: nelle celebrazioni del 2017 possiamo trovare un luogo degno per illustrarli. Come Confindustria abbiamo già messo a disposizione il nostro archivio di foto e immagini e la disponibilità a fungere da raccordo con le imprese che volessero raccontare la loro storia».(t.g.)

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