Lavoratori in stato di agitazione: il 25% rischia il posto
PISTOIA. Lavoratori della Camera di Commercio di Pistoia in stato di agitazione, in vista dell’attuazione della riforma degli enti camerali. La bozza del decreto in circolo nelle ultime settimane,...
PISTOIA. Lavoratori della Camera di Commercio di Pistoia in stato di agitazione, in vista dell’attuazione della riforma degli enti camerali. La bozza del decreto in circolo nelle ultime settimane, infatti, spaventa, e non poco, Rsu e sigle sindacali che, nella giornata di ieri, hanno manifestato le perplessità in merito.
Esternalizzazione di gran parte dei servizi svolti, taglio del 25% del personale, probabile accorpamento con la Camera di commercio di Prato – con il rischio di perdere il presidio territoriale - e, per il 2017, taglio del 50% sul diritto annuale, la principale fonte di finanziamento dell’ente camerale. Sono queste le principali criticità evidenziate durante l’assemblea dei 54 lavoratori della Camera di Commercio pistoiese. «È inconcepibile – spiega Stefania Falegni, Rsu – che con questa riforma vengano esternalizzati la maggior parte dei servizi che svolgiamo gratuitamente per le imprese del nostro territorio. Servizi che dovranno essere svolti dalle associazioni di categoria, a pagamento». Tra questi, le funzioni di arbitrato, conciliazione e mediazione, finanziamenti alle imprese, sostegno alle aziende che vogliono puntare sull’export, corsi di formazione, supporto alle imprese per la digitalizzazione. L’altro grande spauracchio sottolineato dai sindacati – oltre all’incertezza dell’accorpamento con Prato, o addirittura Prato e Lucca, che potrebbe significare la perdita di un contatto diretto con le aziende del territorio – è il rischio di un taglio del 25% del personale delle camere che verranno accorpate.
«È l’ennesima riforma scellerata di questo governo – dice Silvia Biagini, Funzione pubblica Cgil – che non dà alcuna garanzia ai lavoratori. Il taglio del 25% dei posti di lavoro è inaccettabile. Per i dipendenti della Provincia – prosegue Biagini – c’era almeno la tutela del ricollocamento, mentre in questo caso l’unica alternativa è la mobilità per due anni, e poi a casa». Il presidente della Camera di commercio, Stefano Morandi, si schiera a fianco dei dipendenti esprimendo loro la solidarietà dell’intera giunta camerale, e auspicando che la bozza di decreto possa essere rivista e corretta. Intanto per il 5 febbraio, a Firenze, è stata indetta un’assemblea regionale di tutti i dipendenti degli enti camerali della Toscana, promossa dai sindacati Cgil, Cisl e Uil, alla quale sono stati invitati anche i vertici politici della Regione Toscana e i parlamentari eletti sul territorio.
Valentina Vettori
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