Il Tirreno

Pistoia

Arriva il numero unico per tutte le emergenze

Marco Pagli
La centrale operativa del 118 di Pistoia-Empoli in viale Matteotti
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La centrale operativa del 118 di Pistoia-Empoli in viale Matteotti

Pistoia, da fine marzo basterà comporre il 112 per chiamare ambulanze, vigili del fuoco e forze dell’ordine. La provincia scelta per la sperimentazione nazionale

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PISTOIA. La provincia di Pistoia entro la fine di marzo avrà il numero unico di emergenza 112. Una sperimentazione che permetterà di avere un servizio integrato tra tutte le centrali operative del soccorso (polizia, carabinieri, vigili del fuoco e servizio sanitario). In caso di emergenza, insomma, basterà digitare 112 (in questa fase comunque rimangono attivi anche gli altri numeri 113, 115 e 118) e si potrà usufruire di un servizio più veloce e più preciso. In questi giorni l’Estar ha indetto una procedura negoziata da 176mila euro con Telecom per adeguare le strumentazioni tecniche della centrale unica del 118 di Pistoia ed Empoli (anche se l’Empolese Valdelsa rimane fuori dalla sperimentazione), in vista della nuova organizzazione.

Ciò permetterà in prima battuta la geolocalizzazione di tutte le chiamate, comprese quelle da cellulare, e permetterà di interconnettere tutte le centrali operative dei servizi di emergenza. "Questo sistema ci permetterà di adeguarci alle direttive europee sul numero unico per le emergenze - spiega il dottor Piero Paolini, direttore del dipartimento interaziendale tecnico del 118 - la provincia di Pistoia è stata scelta dal ministero dell’Interno per la sperimentazione. In sostanza, il 112 sostituirà tutti gli altri numeri dell’emergenza anche se questi ultimi per adesso rimarranno attivi. Per i cittadini cambierà poco, se non il fatto che il servizio sarà più rapido e più preciso perché l’operatore sarà in grado di filtrare le chiamate e di sapere sempre da dove arriva la telefonata".

Una novità importante, specie per il 118 che è il destinatario di quasi il 70% delle chiamate di emergenza. La sperimentazione su 29 province italiane (dopo le esperienze in Lombardia e a Rimini tra il 2010 e il 2014) è contenuta nei decreti attuativi alla riforma della pubblica amministrazione. In questa fase, verrà creata una centrale operativa unica coordinata a livello prefettizio. A rispondere sarà un operatore dalla centrale dei carabinieri o da quella della polizia, in base alle possibilità. Al momento della chiamata, nel giro di 7 secondi viene individuato il numero del chiamante. Quindi, attraverso la geolocalizzazione si potrà vedere il punto esatto da cui viene effettuata la chiamata.

Ciò finora era possibile solo in caso di telefonate da un numero fisso, mentre con l’adeguamento tecnico nelle province in fase di sperimentazione potrà avvenire anche per quelle da cellulare. Al momento della ricezione, infatti, l’operatore visualizzerà una scheda - denominata “scheda contatto” - che conterrà il numero di chi chiama e i dati di localizzazione. L’operatore, quindi, dovrà compilare il campo sulla natura dell’evento. A quel punto girerà la chiamata (e contestualmente la scheda contatto con tutte le informazioni del caso) agli enti di soccorso competenti, siano essi le forze dell’ordine, i vigili del fuoco o i sanitari.

Grazie ad un collegamento con la sala operativa di Roma, inoltre, sarà possibile attivare una multiconferenza con interpreti nel caso in cui a chiamare sia un cittadino straniero. Il servizio, dunque, sarà più preciso. Ma anche più veloce, dal momento che il numero unico per le emergenze integrato permetterà alle varie centrali degli enti del soccorso di ricevere solo segnalazioni appropriate. Il filtro, infatti, sarà effettuato alla fonte.

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