Sicurezza
A Pistoia più sentenze ma anche più processi
Nel 2014-15 è cresciuto il lavoro per i giudici penali. Cala invece l’arretrato civile. Manca sempre più personale
PISTOIA. Crescono le sentenze penali al tribunale di Pistoia, ma aumentano di più i nuovi processi da celebrare e la macchina della giustizia continua ad arrancare. Si riduce, invece, l’arretrato della giustizia civile, grazie soprattutto ad una riduzione consistente di nuovi casi, che ha consentito ai tempi medi di definizione dei procedimenti civili di rientrare sotto la soglia dei tre anni. Resta, comunque, la drammatica situazione del personale amministrativo: in tribunale dovrebbero lavorare 72 persone, mentre oggi ce ne sono 50 e altre si preparano ad andare in pensione nei prossimi mesi.
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Sono numeri contenuti nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario firmata dal presidente del tribunale Fabrizio Amato. La cerimonia si è tenuta ieri a Firenze, nella sede della Corte di appello.
La crescita del 7% dei casi in entrata(sia di fronte al giudice monocratico che a quello collegiale) riguarda tanto i nuovi processi quanto gli appelli. Aumentano anche i tempi di fissazione delle udienze per i processi a citazione diretta e le sentenze per prescrizione sono raddoppiate (dalle 66 del periodo luglio 2013-giugno 2014 alle 126 del 2014-15), anche se rimangono, in percentuale, un evento raro (il 6,3% rispetto al totale delle sentenze).
Ma i giudici, nel 2014-15, comunque, erano stati tutti più produttivi in termini di sentenze, firmandone 2.135 contro le 1.715 del periodo precedente. Inoltre il tribunale di Pistoia si è potuto giovare dell’arrivo di un quinto giudice, Raffaele Marino. E il processo forse più vasto, quello per Appaltopoli, viene svolto da un collegio ad hoc, con due magistrati esterni applicati .
Ancor meglio si potrebbe fare se venissero applicati di più i riti alternativi, che fanno guadagnare tempo, ma se questi sono utilizzati nel 30,6% dei casi del tribunale monocratico, la percentuale scende al 21,2% nel tribunale collegiale. Scelte, queste, che – come osserva il presidente Amato – non dipendono dalla scelta dei magistrati “bensì soprattutto da quelle del Foro”, cioè degli avvocati.
Notizie leggermente più buone, come detto, dalla giustizia civile. Gli affari in entrata sono scesi da 13.106 a 10.742 (merito del maggior uso di riti extragiudiziali ma anche, se non soprattutto, del forte aumento dei contributi unificati (le tasse da pagare per l’iscrizione a ruolo). Le sentenze si sono mantenute in linea con quelle del precedente anno giudiziario (1.571 contro le precedenti 1.618). Il risultato è che l’arretrato è legggermente migliorato (12.224 contro 12.329).
La relazione si sofferma poi sulle ripercussioni della crisi economica sull’attività del tribunale, che rimane notevole.Se infatti sul versante civilistico calano le procedure concorsuali (361 contro 407) e le istanze di fallimento (258 contro 283), e calano anche gli sfratti (da 484 a 361) sono in forte aumento invece le cause di lavoro: 824 complessi ve, nell’anno giudiziario 2014-15, contro le 602 del precedente periodo.
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