Sicurezza
Pm10, se Montale sfora divieti anche a Pistoia
Basteranno appena altri due superamenti dei limiti di polveri sottili nell’aria registrati dalla centralina del comune della Piana per far scattare l’ordinanza
PISTOIA. Basteranno altri due sforamenti dei limiti registrati dalla centralina di Montale e anche sull’intero territorio comunale di Pistoia scatteranno le misure restrittive per arginare l’inquinamento da polveri sottili. Anche il Comune di Pistoia è stato infatti inserito dalla Regione nell’area della Piana Prato-Pistoia, assieme ad Agliana, Montale, Quarrata e Serravalle, per quanto riguarda la nostra provincia.
Ciò comporta che, da inizio anno, a misurare il parametro delle Pm10 non è più solo la centralina di monitoraggio situata in città in via Signorelli, che ha sempre evidenziato parametri più o meno nella norma, ma anche quella che si trova a Montale. E siccome in via cautelativa la Regione ha previsto che in tutta l’area della Piana Prato-Pistoia, per il conteggio degli episodi di superamento, si debba tener conto del dato più alto di una qualsiasi delle quattro centraline presenti (le altre due sono a Prato).
Ad oggi, la centralina di Montale ha registrato 13 sforamenti (quella di Pistoia soltanto 4). E visto che al verificarsi del quindicesimo superamento annuo - a partire dal primo gennaio - registrato da una qualsiasi delle quattro centraline i sindaci della Piana Prato-Pistoia hanno l'obbligo di adottare interventi “contingibili e urgenti” per far fronte alle situazioni di criticità dell’aria, va da se che anche per Pistoia l’ordinanza potrebbe essere questione di giorni.
Sulla base degli indirizzi regionali, i divieti (che scatteranno incontemporanea in tutti i comuni dell’area) riguarderanno l’accensione di fuochi all’aperto e di abbruciamenti di sfalci, potature, residui vegetali o altro, nelle aree al di sotto di 200 metri di altitudine, fino al 31 marzo. Inoltre l’ordinanza inviterà a non utilizzare legna nei caminetti, a meno che questi non siano l’unica fonte di riscaldamento dell’abitazione e con l’esclusione delle aree non metanizzate.
«L’amministrazione comunale – spiega però Palazzo di Giano – si riserva di implementare eventuali ulteriori provvedimenti sulla base del numero e dell'entità dei superamenti che potranno verificarsi nel corso dell'anno».
Non superando mai i limiti annuali previsti dalla normativa sulla base dell’unica centralina finora ritenuta rappresentativa, negli anni passati il Comune di Pistoia non ha mai dovuto adottare misure straordinarie.
I fenomeni di inquinamento acuto dovuti al particolato fine si verificano usualmente nel periodo autunnale e invernale, a causa delle condizioni climatiche e meteorologiche sfavorevoli alla dispersione delle Pm10 nell’atmosfera e dell’incremento di emissioni dovute agli impianti di riscaldamento e alla combustione di biomassa (abbruciamento residui vegetali, utilizzo di legna o pellet in impianti di riscaldamento).
Nell’area pistoiese, in particolare, gli studi condotti dall’Arpat e dall’Università di Firenze hanno consentito di verificare che il contributo principale alle emissioni è dato proprio dalla combustione di biomasse, sia per gli abbruciamenti all'aperto che per il riscaldamento di edifici.
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